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10 ottobre 2010

Nota sul fallito colpo di Stato in Ecuador

Cosa è avvenuto ieri in Ecuador? È avvenuto un tentativo di colpo di Stato
Non si è trattato di “una crisi istituzionale”, come hanno riferito diversi mezzi di informazione in America Latina, come se ciò che è accaduto costituisse un conflitto di giurisdizioni fra il potere Esecutivo e quello Legislativo, e non un’aperta insurrezione di un ramo dell’Esecutivo, la Polizia Nazionale, i cui effettivi costituiscono un piccolo esercito di 40.000 uomini, contro il Comandante in capo delle Forze Armate dell’Ecuador, che non è altro che il loro presidente legittimamente eletto.

Tanto meno, si è trattato di ciò che Arturo Valenzuela, segretario aggiunto per gli Affari Inter-Americani del Dipartimento di Stato, ha definito come “un atto di indisciplina della polizia”. Questo fatto, sarebbe stato caratterizzato in questo modo, se l’equivalente statunitense della Polizia Nazionale dell’Ecuador avesse aggredito fisicamente e picchiato Barack Obama, procurandogli delle lesioni? Se avessero sequestrato Obama, o lo avessero trattenuto in stato di detenzione per 12 ore in un ospedale della polizia, fino a quando un commando speciale dell’Esercito non era arrivato a liberarlo dopo una violenta sparatoria?

Elezioni in Brasile e intelligence statunitense

Sembrava sospetto recentemente che Washington, che tende a denigrare senza ritegno come “immature” le democrazie dell’America Latina e dei Caraibi, abbia fatto seri sforzi per dimostrare rispetto verso il Brasile. L’Amministrazione di G. Bush bollò come “immaturi” gli Stati latino-americani con regimi populisti e, in generale, tutti i paesi che mostrano un atto di sfida, difendendo i loro interessi nazionali dalla pressione degli Stati Uniti. Il Brasile non ha mai permesso di mettere il suo diritto alla sovranità e a una posizione indipendente nella politica internazionale in discussione, negli otto anni della presidenza di Luiz Inácio Lula da Silva, ed era ampiamente previsto che l’amministrazione di G. Bush, alla fine, avrebbe perso la pazienza e cercato di domare il leader brasiliano. Nulla del genere è successo, però, evidentemente perché gli USA si sentivano troppo gravati dai problemi con il Venezuela per rimanere bloccati in un conflitto supplementare in America Latina.

3 ottobre 2010

Cile - Di che violenza stiamo parlando? Questo è violenza! (video)

La maggior parte dei mezzi di informazione commerciali-massivi, hanno nascosto gravi situazioni di violenza perpetrata da agenti della polizia di stato, questo mentre la portavoce del Governo, Von Baer, condanna le azioni di violenza dei comuneros mapuche. Nella immagine, il giovane mapuche che ha ricevuto 12 colpi all’altezza dei reni.





La Ministro Von Baer faceva notare nel programma TV Tolleranza Zero di Chilevisión che il Governo da molto tempo sta lavorando ed è preoccupato per la situazione Mapuche e che tuttavia sono i mezzi di comunicazione quelli che non mostrano la realtà indigena e che solo ora lo fanno ... ma di chi sono questi mezzi che censurano la realtà, che stigmatizzano, che discriminano e che attentano alla libertà di espressione? Non sono per caso della stessa Destra imprenditoriale cilena? Chi era il padrone di Chilevisión per esempio? Non era lo stesso Presidente? Per caso TVN non è un canale pubblico? Non stanno gli interessi del LYD in UCTV? È ridicolo quello che fa notare.

26 agosto 2010

Appello a sostegno di 32 Prigionieri Politici Mapuche in sciopero della fame in Cile dal 12 luglio 2010

Associazione di Amicizia con il Popolo MAPUCHE in Italia


Negli anni 1990 si è costituito l’attuale movimento politico e sociale mapuche, che prosegue la lotta per il recupero del proprio territorio ancestrale e il riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni, lotta che ha le sue radici nel conflitto con gli Spagnoli.

Le comunità che si contrappongono al estado chileno rifiutano la politica indigena e l’apertura al libero mercato che comporta una continua invasione del loro territorio originario. La risposta del estado è stata e continua ad essere l’applicazione della Ley Antiterrorista n° 18.314, del 16 maggio 1984, promulgata dalla dittura militare di Augusto Pinochet, che permette di ritenere tali azioni di protesta come “terrorismo”, di condannare numerosi esponenti del movimento, e di sottoporre a stretta sorveglianza le realtà mapuche in una vera e propria “militarizzazione del territorio”. I detenuti indigeni hanno risposto dichiarandosi “prigionieri politici mapuche”, uno status che è stato convalidato nel 2004 da l’allora Relatore Speciale delle Nazioni Unite per gli Affari Indigeni in visita ufficiale in Cile, Rodolfo Stavenhagen, e loro continuano così la loro lotta dall’interno delle mura del carcere.

5 luglio 2010

Le basi militari della NATO in Sudamerica: un’invasione coordinata

llora Il presente articolo espone uno sguardo più comprensivo del coordinamento militare degli USA e del Regno Unito nella regione sudamericana. Negli ultimi due anni gli analisti locali hanno molto insistito sulla presenza americana senza mai menzionare una delle basi militari più grandi del mondo appartenente agli USA (Comando Sud) e, men che meno, senza riconoscere il ruolo e la complementarità che le stesse hanno da un punto di vista storico e fattuale nei riguardi della presenza militare del Regno Unito nella nostra terra e nelle nostre acque.