Un'ora, due maxischermi e una platea di giornalisti per “ristabilire” la verità e smentire un teorema, quello secondo cui, le manganellate da parte delle forze dell'ordine sarebbero partite in seguito a provocazioni provenienti da alcuni “estremisti” dei centri sociali ( sempre loro guarda caso). I comitati aquilani, i promotori reali di una vasta mobilitazione che il 7 luglio ha visto semplicemente una delle sue tante tappe a Roma, non accettano che la realtà venga stravolta fino a questo punto, non accettano il fatto di veder sminuita la loro battaglia. Già è stato fatto e anche ampiamente da parte dei mezzi di informazione ( anche se non da tutti), denunciano, che invece di spiegare i motivi della protesta hanno preferito dare spazio e voce alle polemiche, ai cosiddetti scontri: “Pretendiamo che non si parli più di scontri o incidenti tra polizia e manifestanti” dichiara Sara, rappresentante dei comitati aquilani, una delle tre donne cui ieri è toccato il compito di far saltare l'intero impianto accusatorio, che al momento è andato a colpire solo due persone, uno dei due romano. A quelle persone, sottolineano, “che ci sono state accanto sin dalla prima ora, va il nostro grazie e la nostra più completa riconoscenza”. E gli infiltrati, i facinorosi, gli estremisti che piacciono tanto a una certa stampa? “ Se ci fosse il tempo potrei dare uno per uno i nomi di tutte le persone che stavano in prima fila alla manifestazione...” afferma Maria Lucia. 5.000 persone, all'incirca, 45 pullman, tutti arrivati dall'Abruzzo, per manifestare pacificamente e ad accoglierli a Piazza Venezia un plotone di forze dell'ordine schierato in assetto anti-sommossa, immagini che sembrano richiamare altre non troppo lontane nel tempo a quella Genova presidiata per il G8, seppur con dei distinguo, che le tre oratrici cercano di far emergere uno dopo l'altro nel corso della narrazione: la presenza costante e massiccia delle istituzioni, a partire dall'adesione iniziale alla piattaforma della manifestazione, e in seguito durante tutto il corteo, loro il primo contatto e la trattativa con le forze dell'ordine, la presenza di donne e anziani, molti dei quali malmenati senza ragione da subito, un clima iniziale sereno, negozi aperti, volti sorridenti, la solidarietà degli invalidi, contemporaneamente a Montecitorio.
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16 luglio 2010
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