Visualizzazione post con etichetta Freedom Flotilla. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Freedom Flotilla. Mostra tutti i post

14 ottobre 2010

Flotilla Italia: comunicato terza assemblea nazionale

Sostieni la Freedom Flotilla 2 con ogni mezzo

L’assedio di Gaza deve finire. L’oppressione del popolo palestinese deve finire. Il mondo intero deve aprire finalmente gli occhi davanti al crimine di un milione e mezzo di persone rinchiuse nel più grande campo di concentramento mai conosciuto nella storia.

Anche se i mezzi di informazione parlano d’altro, il dramma della popolazione rinchiusa nella Striscia continua. Gaza è davanti a noi ed è il luogo dove oggi si consuma l’oppressione più grande, l’ingiustizia più manifesta. Stare fermi non è possibile, agire è necessario!

26 agosto 2010

Viva Palestina-Italia

Il 18 settembre 2010 un convoglio via terra costituito da tre rami, uno in partenza da Londra, uno da Casablanca e il terzo da Doha (Qatar) partiranno diretti a Gaza.


La data del 12 settembre è una data obiettivo che potrà cambiare in funzione di esigenze organizzative.

Viva Palestina UK ha la responsabilità dell’organizzazione dei tre rami del convoglio.

Viva Palestina Italia ha ricevuto da Viva Palestina UK (www.vivapalestina.org) la delega di organizzare i veicoli in partenza dall’Italia.

Gaza: le prossime iniziative per rompere l'assedio

In attesa della Freedom Flotilla II, si intensificano, in mezzo alle solite difficoltà, le iniziative per rompere il blocco di Gaza. Per le ultime notizie su quanto è in preparazione pubblichiamo questo pezzo dell'agenzia Nena News.


Mariam non parte, Viva Palestina lo farà
Le attiviste libanesi costrette a rinviare la partenza per Gaza. Prosegue l’organizzazione dei convogli di “Viva Palestina”, anche con il sostegno di Shane MacGowan dei Pogues.

16 agosto 2010

Le navi della Freedom Flotilla restituite da Israele sono vuote: telecamere, soldi e bagagli sono il bottino dei pirati.

Le navi della Freedom Flotilla restituite da Israele alla Turchia - Mavi Marmara, Gazze e Defney -, sono in cattivo stato, in totale disordine e senza i bagagli e le strumentazioni di lavoro che erano state rubate dall'esercito ai giornalisti dopo l'attacco pirata del 31 maggio.


Lo hanno constatato di persona dei colleghi della Flotilla, saliti a bordo delle imbarcazioni, ormeggiate nel porto di Iskenderun. Gli israeliani, dunque, non hanno restituito nulla, se non qualche valigia distrutta riconsegnata il 3 giugno, durante l'operazione di deportazione delle centinaia di passeggeri della Freedom Flotilla imprigionati illegalmente.

Sembra quindi verosimile la notizia diffusa a luglio, secondo la quale l'esercito avrebbe fatto scavare una fossa e vi avrebbe gettato all'interno tutto ciò che aveva sottratto dopo l'assalto alle navi. Tranne, ovviamente, ciò che ha ritenuto interessante salvare dal macero: carde di credito (usate nei supermercati israeliani), soldi, documenti, macchine fotografiche, cellulari e videocamere...

Fonte: http://www.infopal.it/

4 agosto 2010

Uribe, amico del Mossad, a capo della commisisone Onu sulla Flottilia

La Commissione Onu che dovrà indagare sull'assalto militare israeliano alla Flottiglia della pace sarà presieduta da Alvaro Uribe, il presidente colombiano uscente, uomo vicino agli Usa che ha fatto del disprezzo per i diritti umani una bandiera


Alvaro Uribe, presidente uscente della Colombia, non resterà senza lavoro l'8 agosto, quando il suo successore, Manuel Santos gli succederà a Palazzo Narino. Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, lo ha appena scelto per presiedere il Comitato d'indagini sull'aggressione israeliana subìta dalla Freedom Flottilla turca carica di aiuti umanitari destinati a Gaza
. Era il 31 maggio scorso. Dopo due lunghi mesi di intense consultazioni, il governo di Tel Aviv ha dunque concesso che una commissione Onu indaghi su quanto avvenne quando le truppe speciali israeliane assaltarono la nave in cui vennero assassinati nove attivisti turchi. È la prima volta che lo stato ebraico accetta un'inchiesta internazionale sull'operato del suo esercito, tanto che non sono mancate le polemiche interne: "E' un fatto senza precedenti e il risultato di una cattiva gestione di governo", ha tuonato Tzipi Livni, ex ministro degli Esteri e ora leader dell'opposizione. Plauso e soddisfazione invece da buona parte della comunità internazionale, Stati Uniti in testa. Ad affiancare Uribe, l'ex primo ministro della Nuova Zelanda Geoffrey Palmer e due rappresentanti di Turchia e Israele. Con la promessa che lo stato ebraico collaborerà.

23 giugno 2010

Israele vs USS Liberty e Freedom Flotilla: stessa violenza, stessi obiettivi.

Di Harmony Grant Daws.
Grazie ad Internet, l’attaccio terrorrista israeliano contro la nave turca Mavi Marmara è stato visto da molti e, in parte, è sfuggito ai tentativi di censura.
Il suo precedente risale a 43 anni fa, l’8 giugno 1967 quando le forze aeree e della marina israeliana attaccarono una nave americana facendo ricordo a bombardamenti e torpedinieri.
Si trattava di USS Liberty, una nave statunitense, attaccata da Israele in acque internazionali; il Congresso non indagò mai sull’accaduto.
Tra gli aspetti in comune ai due attacchi, s’individua immediatamente che entrambe le operazioni furono eseguite in acque internazionali, il ricorso israeliano ad armi pesanti e violenza, processo di diffamazione sui passeggeri testimoni oculari e conduzione di indagini unilaterali e limitate.

22 giugno 2010

DAL MARE DI GAZA UNA LEZIONE PER L'EUROPA

In un intervento del magistrato Agnoli per Identità Europea, i crimini israeliani e l'indecente "pompaggio pubblicitario" di Rai News 24 di Corradino Mineo a favore di Fiamma Nirenstein e soci. Israele all'assalto perenne del diritto internazionale.
La lobby trasversale, protetta dai vertici dei due schieramenti, all'assalto delle libertà costituzionali

Mi è stato chiesto di collaborare con uno scritto alla prima e inaugurale uscita del rinnovato “sito” di Identità Europea, in particolare commentando il sanguinoso attacco dell'esercito e della marina israeliana alla “Freedom Flotilla”, il piccolo gruppo di sei navi, battenti in maggioranza bandiera turca, ma noleggiate da organizzazioni pacifiste internazionali con l'intento di portare soccorsi umanitari (soprattutto medicinali e sanitari al milione e cinquecentomila palestinesi tenuti rinchiusi da Israele nella prigione a cielo aperto di Gaza).

Non siate tristi... è un grande risultato

E' certo che Benyamin Netanyahu, primo ministro israeliano, ed i membri dell'estrema destra del suo governo non immaginano quanto sia grande la vittoria che hanno regalato al popolo palestinese ed alle nazioni arabe e musulmane commettendo il massacro di “Freedom Flotilla” nel mar Mediterraneo, uccidendo una ventina di attivisti e ferendone decine.


E' vero che abbiamo perso venti martiri in maggioranza turchi, ma abbiamo guadagnato settanta milioni di turchi alla principale causa musulmana, i quali hanno preso posizione con forza.

Il sangue turco ha stretto insieme le loro controparti algerina, palestinese e di più di cinquanta nazionalità diverse provenienti da tutto il mondo islamico e non; questo sangue è stato il detonatore per un risveglio massiccio in tutta la Turchia ed esibirlo potrebbe spingere molti a chiedere vendetta.



I massacri perpetrati da Israele, sia in terra, a Ghaza, che in mare, intercettando navi di aiuti umanitari, equivalgono alle decine di anni di sforzi e alle centinaia di miliardi che gli arabi ed i musulmani avrebbero potuto spendere per mostrare il volto sanguinario e l'arroganza degli israeliani a tutto il mondo.


14 giugno 2010

Recep Erdogan: Israele non ha alcun valido motivo, nessuna scusa da offrire per lavare le sue mani insanguinate

Il discorso del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan sul massacro della Freedom Flotilla

Oggi non voglio rivolgermi solo al mio amato popolo ma a tutta l’umanità.
Desidero appellarmi alla coscienza, ai cuori e alle menti di tutta l’umanità, vorrei condividere con coraggio le mie sensazioni.
Ieri, nel buio più profondo della notte, si sono verificati due sanguinosi attacchi.
Il primo è stato l’attentato terroristico contro le nostre truppe di stanza alla base navale Iskenderun. In questo malvagio e feroce attentato, sei dei nostri soldati sono morti, e ora sono diventati martiri. Sette sono rimasti feriti.

Relatore speciale ONU: le indagini israeliane sull'assalto alla Freedom Flottilla non possono essere considerate valide.

New York - Infopal. In una comunicazione rilasciata venerdì alla stampa, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite, Alston ha fatto sapere di non riporre fiducia nel lavoro d'indagine al quale Israele si sarebbe 'unilateralmente' impegnato.

"I requisiti per istituire una commissione d’inchiesta sono ben precisi e devono essere conformi agli standard internazionali".Così Alston ha richiesto indipendenza e trasparenza nelle indagini che Israele vorrebbe intraprendere ‘unilateralmente’.

13 giugno 2010

Dialogando sobre la verdad y el poder

Traducido del inglés para Rebelión por Sinfo Fernández


El Profesor Chomsky, conocido tanto por su trabajo profesional en lingüística y fisolofía como por sus escritos sobre cuestiones políticas y sociales, estuvo en París a finales de mayo por invitación de Le Monde Diplomatique y el Collège de France. Dividió sus participaciones entre el seminario académico organizado por Jacques Bouveresse, titular de la cátedra de Filosofía del Lenguaje y el Conocimiento del Collège de France, y una serie de entrevistas sobre cuestiones políticas que culminaron en un encuentro público organizado por Le Monde Diplomatiqueen el que el programa desarrollado por Chomsky sirvió para atestiguar el alcance de su trabajo y el respeto que se le profesa en Francia.
    Nacido en 1928 y superados ya los ochenta años, el programa habría agotado a cualquier hombre que tuviera la mitad de sus años. Sin embargo, Chomsky parecía tomárselo todo con mucha calma mientras respondía a las preguntas de la audiencia en ambos eventos hasta bien entrada la noche, hablando ininterrumpidamente durante varias horas sobre la política exterior estadounidense y la situación de las regiones del mundo en cuyo estudio ha profundizado, como Latinoamérica, Oriente Medio y el Sureste Asiático.
    Tanto en el seminario celebrado en el Collège de France, en el que se centró en cuestiones como la verdad y la racionalidad pública, siguiendo una tradición asociada con el filósofo inglés Bertrand Russel y el escritor George Orwell, transmitido de forma simultánea por la Red, como en el último encuentro público, se desbordaron las previsiones de asistencia, y los participantes, que en algunos casos habían viajado por toda Europa para estar presentes, recibieron la aparición de Chomsky con entusiasmo y afecto en ambas ocasiones.
    En virtud de su más de medio siglo de activismo político y docenas de libros y artículos, entre ellos sus magníficos trabajos sobre “La Guerra de Vietnam, el Poder Estadounidense y los Nuevos Mandarines” (1969) y “Por razones de estado” (1973), sus trabajos sobre el lugar de los intelectuales en la vida de EEUU y el papel jugado por los medios: “Manufacturing Consent” (con Edward Herman, 1988), y sus trabajos especializados en Israel y Palestina: "Fateful Triangle: the United States, Israel and the Palestinians” (1983 & 1999), sobre el Oriente Medio: “Perilous Power: the Middle East and US Foreign Policy” (con Gilbert Achcar, 2007), y sobre la política exterior de EEUU: “Hegemonony or Survival: America’s Quest for Global Domination” (2003), Chomsky habló con autoridad sobre cuestiones contemporáneas, demostrando que su extraordinaria inteligencia y compromiso con el cambio social siguen más vivos que nunca.
    En la semana en la que Chomsky estuvo en París vio la luz un nuevo libro suyo titulado “Hopes and Prospects”, en el que recopila artículos recientes sobre Latinoamérica, EEUU, Oriente Medio e Israel.

12 giugno 2010

“Porteremo Israele di fronte ai tribunali internazionali. E siamo determinati a ritornare a Gaza”

Intervista a Angela Lano, di ritorno dalla Freedom Flotilla
di Mila Pernice *
Buongiorno Angela e grazie della disponibilità, sappiamo che sei contattata da tanti giornalisti e agenzie di stampa in queste ore.Si, è un continuo… ma va bene così, perché più si parla della situazione a Gaza e dei crimini israeliani, più la Freedom Flotilla ha raggiunto uno degli obiettivi..
Abbiamo avuto modo di leggere la testimonianza rilasciata al tuo ritorno. Puoi raccontarci cosa è avvenuto all’alba di lunedì 31 maggio? Hai detto che mentre eravate sull’imbarcazione greca “Ottomila” la marina israeliana si è avvicinata dicendo che vi trovavate in acque israeliane. Già questo fa riflettere..Si, tra l’altro quando hanno iniziato ad avvicinarsi contattando e minacciando il nostro comandante ci trovavamo ben prima delle 70 miglia dalla costa, dove poi ci hanno attaccato. Eravamo a circa 100 miglia dalla costa di Gaza, dunque assolutamente in acque internazionali. Alle 4,30 del mattino ci sono piombati addosso gli Zodiacs israeliani, queste piccole imbarcazioni velocissime e piene di soldati mascherati, armati con tutte le armi possibili, hanno attaccato la nostra barca e vedevamo che nel frattempo attaccavano anche le altre imbarcazioni della flotta. L’elicottero militare che ci sorvolava già da qualche ora ha quindi attaccato la nave greca; i militari sono piombati a bordo, noi ci siamo divisi fra attivisti e giornalisti. Noi giornalisti abbiamo tentato di documentare il più possibile l’aggressione ma poi ci hanno sottratto le videocamere e le cassette.. Gli attivisti hanno fatto una catena umana intrecciando le braccia intorno alla cabina di pilotaggio per cercare di proteggere il capitano all’interno, ma sono stati assaltati con bombe sonore, proiettili, testate, calci, pugni, tutto quello che potevano scaraventare addosso ai pacifisti, li hanno feriti, hanno aperto una breccia e fatto irruzione nella cabina di pilotaggio; hanno aggredito in modo furibondo il nostro capitano, che era aggrappato al timone, anche a lui hanno dato calci, pugni e testate coi loro elmi. Alla fine hanno prevalso. Tutto si è svolto in un quarto d’ora di inferno. In quel momento abbiamo pensato che ci avrebbero ammazzati, perché erano delle belve. Si è svolto tutto velocemente, di notte, all’oscuro. Un incubo. Un film del terrore.

10 giugno 2010

Antonio Caracciolo: l'assalto alla nave turca un tentativo d’Israele per favorire un colpo di stato in Turchia.

Intervista al prof. Antonio Caracciolo, scrittore e studioso italiano nonché docente della filosofia del diritto presso l'Università La Sapienza di Roma, sull'attacco israeliano alla Flottiglia di Libertà, diretta verso Gaza.


Perché, Israele ha scelto un blitz sanguinoso per fermare le navi cariche di aiuti umanitari?
Non è una novità che Israele dia sempre risposte sanguinose di questo genere. Basta percorrere la storia dello Stato ebraico da 62 anni a questa parte per trovare fatti atroci che i grandi media lasciano nell’oblio, secondo una tecnica collaudata, consistente, nell’enfatizzare episodi minimi dove Israele può venire presentato come “vittima” e parte debole ed indifesa, mentre invece vengono ignorati ed occultati fatti di assai maggiore gravità dove Israele è aggressore e ha torto marcio.

Bagno di sangue della Freedom Flotilla: ma a nessuno piace un pazzo

PRIMO FRONTE - Terra di Palestina
Scritto da Tariq Shadid  09 Giugno 2010 10:29
«Per molti occidentali, vittime di un lavaggio del cervello affinché credano che lo stato sionista sia un cosiddetto faro di civiltà, un’isola di modernità in un mare arabo di supposta arretratezza, lo shock consiste principalmente nello scoprire che un’aggressione tanto primitiva e insensata semplicemente non pare corrispondere all’immagine che si erano fatti di Israele».

8 giugno 2010

Le prove false d’Israele sull’abbordaggio

Il regime israeliano ha pubblicato sulla sua pagina di Flickr (http://www.flickr.com/photos/israel-mfa/), una serie di foto "spaventose" che incriminerebbero la nave Marmara, il battello assalito dai militari israeliani qualche giorno fa, dove sono state uccise almeno 10 persone.


Secondo la versione israeliana, a bordo della nave sarebbero state trovate numerose armi da taglio, bastoni, mazze, coltelli e persino accette, oltre che giubbotti antiproiettili e coperture imbottite. Un vero arsenale, e le foto sarebbero le prove certe delle intenzioni violente dei "pacifisti".

Eppure, a uno sguardo più attento, qualcosa non quadra. Flickr infatti registra automaticamente tutti i dettagli sulle foto che vengono pubblicate e offre agli utenti la possibilità di consultare questi dati. Si chiamano dettagli EXIF: marca della macchina fotografica, data e ora esatte dello scatto, è tutto scritto. Compare persino un eventuale ritocco fatto tramite Photoshop, che è segnalato dettagliatamente come modifica.

Sfortunatamente per il regime israeliano, la maggior parte delle foto pubblicate ieri, risalgono addirittura al 2003. Altre, più recenti tra queste, non sono che del 2006.

7 giugno 2010

Intellettuali e attivisti israeliani contro l'assalto alla flottiglia


Il mondo si è svegliato, la mattina di lunedì 31 giugno, travolto dalle immagini e dalle notizie che giungevano dalla acque internazionali antistanti la Striscia di Gaza. In attesa di verificare, come ha subito chiesto l'ONU, quello che è successo con l'eccidio di 20 persone a bordo del Mari Marmara, una delle navi della flotta di aiuti umanitari che faceva rotta su Gaza.

Che fine hanno fatto gli aiuti per Gaza?

An-Nasira (Nazareth) - Infopal.  Gli occupanti israeliani continuano a trattenere da una settimana le navi della Freedom Flotilla assaltate in acque internazionali il 31 maggio da parte della Marina israeliana, che ha ucciso e ferito diversi partecipanti al convoglio umanitario.

6 giugno 2010

Video di "commemorazione" dell'assalto alla Freedom Flotilla

Per chi non lo avesse fatto questo è il link per vedere il video diffuso per "errore" dagli isreliani:
http://www.youtube.com/watch?v=x1sx-LUu-j0&feature=player_embedded

La traduzione è la seguente:
Ci sono momenti in cui
dobbiamo darci in spettacolo
per il mondo il web e cnn
non ci sono morti allora
la migliore cosa che possiamo fare
è creare il più grosso bluff di tutti
dobbiamo andare avanti
fare finta giorno dopo giorno
che a Gaza c’è fame, crisi e la peste
perché i miliardi di aiuti
non bastano per i bisogni di base
come il formaggio o i missili per i bimbi

Faremo abbandonare al mondo la ragione
faremo credere che Hamas è mamma Teresa
siamo viaggiatori spacifici con pistole e i nostri pugnali
la verità non troverà mai spazio nelle vostre TV

Oooh, li pugnaleremo al cuore
tanto sono soldati non gliene frega niente a nessuno
siamo piccoli
e abbiamo fatto le foto con le “colombe”

Come ci ha mostrato Allah
non c’è domanda dei fatti
così avremo sempre il controllo
faremo abbandonare al mondo la ragione
faremo credere a tutti che Hamas è mamma Teresa
siamo pacifici viaggiatori ed esibiamo i nostri pugnali
la verità non troverà mai spazio nelle vostre TV

L’islam e il terrore rallegrano il vostro umore?
ma vi preoccupate che non sia un belvedere?

Beh non capite che non avete che da definirvi
attivisti per la pace e l’aiuto umanitario

Faremo abbandonare al mondo la ragione
faremo credere a tutti che Hamas è mamma Teresa
siamo viaggiatori pacifici, esibiamo i nostri pugnali
la verità non troverà mai spazio nelle vostre TV

Fottiamo il mondo, fottiamo le persone
faremo credere a tutti che idf è jack lo squartatore
siamo viaggiatori pacifici, esibiamo i nostri pugnali
la verità non troverà mai spazio nelle vostre TV 



Fonte: www.comedonchisciotte.org

Il nuovo crimine di Israele indigna ma non stupisce


di Domenico Losurdo

Il crimine consumato da Israele in acque internazionali a danno dei pacifisti impegnati a portare soccorso ai prigionieri rinchiusi in quell’immenso campo di concentramento che ormai è Gaza può e deve indignare, ma non può stupire: da un pezzo il governo di Tel Aviv si mostra deciso a colpire col terrore non solo le vittime dirette del suo espansionismo coloniale, ma anche coloro che osano esprimere solidarietà con le vittime e in un modo o nell’altro intralciano la terribile macchina da guerra e di oppressione cui i carnefici fanno ricorso. La tesi secondo cui i pacifisti erano armati e quindi meritevoli di morire fa il paio con la tesi in base alla quale era un obbligo morale scatenare l’operazione Shock and awe (Colpisci e terrorizza!) contro l’Irak di Saddam Hussein, colpevole di detenere armi di distruzioni di massa! Anche nell’arte della manipolazione si rivelano la solidarietà e la complicità di fondo che legano Israele e gli Usa e che non sono sostanzialmente intaccate dall’avvicendarsi dei vari inquilini della Casa Bianca.

5 giugno 2010

Freedom Flotilla: la Rachel Corrie abbordata dalle forze israeliane

GAZA - La marina militare israeliana ha intercettato e abbordato la nave irlandese Rachel Corrie al largo delle coste di Gaza. Lo riferisce un comunicato della Freedom Flotilla aggiungendo che tutti i passeggeri a bordo sono illesi. Il comitato d'accoglienza palestinese che aspetta la nave sulla costa di Gaza, afferma che il cargo è stato affiancato da tre unità navali israeliane a 34 miglia dalla costa. Il ministero degli Esteri israeliano aveva ribadito ieri che non avrebbe permesso lo sbarco a Gaza della 'Rachel Corrie', ultima nave della Freedom Flotilla decisa a superare il blocco. Il regime israeliano aveva ordinato al cargo irlandese di far scaricare gli aiuti umanitari nel porto di Ashdod, ma gli attivisti a bordo della nave hanno rifiutato ribadendo che l’obiettivo principale della loro missione è quello di rompere l’assedio a Gaza. Anche gli Stati Uniti hanno chiesto agli attivisti a bordo della nave irlandese Rachel Corrie a fare rotta verso il porto israeliano di Ashdod.


Fonte: http://italian.irib.ir/