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14 ottobre 2010

Cavie umane in Guatemala

Commissioni specializzate, un'equipe di esperti che valutino la richiesta danni e tanta indignazione. Questa la reazione del paese all'ammissione shock degli Usa sugli esperimenti scientifici fatti su 696 guatemaltechi fra il 1946 e il 1948

Commissioni specializzate, un'equipe di esperti che valutino la richiesta danni e eventuali risarcimenti ai familiari delle vittime e tanta indignazione. Questa è la reazione del Guatemala all'ammissione shock rilasciata dal governo degli Stati Uniti sugli esperimenti scientifici eseguiti da un'equipe medica a stelle e strisce su 696 guatemaltechi fra il 1946 e il 1948. Il tutto ingannando i destinatariignari di essere diventati lecavie umane prescelte per comprovare la validità della penicillina nelle malattie a trasmissione sessuale.

Mineros, mapuches

Foglio esibito dai minatori, ma censurato
I trentatré e i trentacinque. Storie in parallelo, per la buona sorte del presidente e del governo cileno

Le immagini della liberazione dei minatori cileni dalle viscere della terra stanno scandendo il ritmo di questa giornata che si misurerà in trentatreesimi, fino all'ultimo lavoratore che uscirà dalla capsula con gli speciali occhiali da sole che stiamo imparando a conoscere.

10 ottobre 2010

Nota sul fallito colpo di Stato in Ecuador

Cosa è avvenuto ieri in Ecuador? È avvenuto un tentativo di colpo di Stato
Non si è trattato di “una crisi istituzionale”, come hanno riferito diversi mezzi di informazione in America Latina, come se ciò che è accaduto costituisse un conflitto di giurisdizioni fra il potere Esecutivo e quello Legislativo, e non un’aperta insurrezione di un ramo dell’Esecutivo, la Polizia Nazionale, i cui effettivi costituiscono un piccolo esercito di 40.000 uomini, contro il Comandante in capo delle Forze Armate dell’Ecuador, che non è altro che il loro presidente legittimamente eletto.

Tanto meno, si è trattato di ciò che Arturo Valenzuela, segretario aggiunto per gli Affari Inter-Americani del Dipartimento di Stato, ha definito come “un atto di indisciplina della polizia”. Questo fatto, sarebbe stato caratterizzato in questo modo, se l’equivalente statunitense della Polizia Nazionale dell’Ecuador avesse aggredito fisicamente e picchiato Barack Obama, procurandogli delle lesioni? Se avessero sequestrato Obama, o lo avessero trattenuto in stato di detenzione per 12 ore in un ospedale della polizia, fino a quando un commando speciale dell’Esercito non era arrivato a liberarlo dopo una violenta sparatoria?

3 ottobre 2010

Cile - Di che violenza stiamo parlando? Questo è violenza! (video)

La maggior parte dei mezzi di informazione commerciali-massivi, hanno nascosto gravi situazioni di violenza perpetrata da agenti della polizia di stato, questo mentre la portavoce del Governo, Von Baer, condanna le azioni di violenza dei comuneros mapuche. Nella immagine, il giovane mapuche che ha ricevuto 12 colpi all’altezza dei reni.





La Ministro Von Baer faceva notare nel programma TV Tolleranza Zero di Chilevisión che il Governo da molto tempo sta lavorando ed è preoccupato per la situazione Mapuche e che tuttavia sono i mezzi di comunicazione quelli che non mostrano la realtà indigena e che solo ora lo fanno ... ma di chi sono questi mezzi che censurano la realtà, che stigmatizzano, che discriminano e che attentano alla libertà di espressione? Non sono per caso della stessa Destra imprenditoriale cilena? Chi era il padrone di Chilevisión per esempio? Non era lo stesso Presidente? Per caso TVN non è un canale pubblico? Non stanno gli interessi del LYD in UCTV? È ridicolo quello che fa notare.

31 agosto 2010

PRESIDENTE CHÁVEZ DENUNCIA PODEROSA CAMPAÑA MEDIÁTICA INTERNACIONAL CONTRA VENEZUELA

El presidente, Hugo Chávez Frías, denunció este domingo en su columna Las Líneas de Chávez, el complot y la intensa campaña mediática internacional que ejercen transnacionales mediáticas de gran poder global contra Venezuela, al utilizar argumentos falsos y difamaciones que tienen como propósito desestabilizar la estabilidad de la democracia revolucionaria y sabotear al mismo tiempo las elecciones parlamentarias del próximo 26 de septiembre.


En este sentido, el Mandatario Nacional reseñó un conjunto de ataques orquestados por grandes empresas de comunicación internacionales, que durante las últimas semanas, justamente cuando comienza la última fase de la campaña electoral, dichos medios han venido presentando una serie de trabajos basados en la difamación y en la intriga, para desprestigiar la gestión del Gobierno Revolucionario.

24 agosto 2010

Aumenta la presenza statunitense in America Latina: è il turno del Costa Rica

Lo scorso 1 luglio il Parlamento del Costa Rica ha rinnovato l’accordo con gli Stati Uniti, come ogni anno ormai dal 2000, per la lotta contro il narcotraffico e per la realizzazione di operazioni militari e azioni umanitarie nella regione, per il periodo compreso tra il 1 luglio e il 31 dicembre 2010. L’accordo, approvato con 31 voti a favore e 8 contrari, è inserito nel capitolo Sicurezza del Trattato di Libero Commercio (TLC) firmato tra gli Stati Uniti e il piccolo Paese centroamericano.


La definizione dell’accordo ha sollevato non poche perplessità soprattutto in considerazione del fatto che, come è stabilito nella Costituzione costaricana, il Paese non possiede un esercito e vieta la presenza di forze armate straniere nel proprio territorio, proclamando la nazione una zona di pace. Di fatto, a seguito dell’entrata in vigore dell’accordo, la sproporzionata e massiccia presenza militare statunitense dispiegata nel Paese centroamericano sembra essere una parte di un piano di espansione militare degli Stati Uniti nel tentativo di aumentare la propria egemonia e controllo nella regione latinoamericana.

29 luglio 2010

Obiettivo Hugo Chavez


di Fabrizio Casari
Delicata. O, addirittura, pericolosa. Sono due delle possibili definizioni per la crisi diplomatica e politica tra Venezuela e Colombia. Datano già alcuni giorni, da quando cioè il governo di Bogotà ha accusato senza mezzi termini Caracas di dare ospitalità ai guerriglieri colombiani delle Farc (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) e dell’Eln (Ejercito de Liberacìon Nacional) sul suo territorio.

Lo ha fatto nel corso di una riunione dell’OSA, l’Organizzazione degli Stati Americani. Niente di nuovo, Uribe aveva fatto in precedenza le stesse accuse all’Ecuador di Correa. Bogotà ha anche annunciato che denuncerà il Venezuela davanti alla Corte Penale internazionale per l'accoglienza che riserva sul suo territorio ed esponenti delle FARC e accusa per questo Caracas di perpetrare “crimini contro l'umanità”.

28 luglio 2010

Indios, la lunga marcia di transizione

Raúl Zibechi, analista internazionale, mette in parallelo i movimenti indigeni ecuadoriani e boliviani, spiegando i perché della rottura con i rispettivi governi e svelandone la reale meta finale

I processi politici e sociali in Ecuador e in Boliviasono come due gocce d'acqua. Entrambi hanno approvato uno Stato Plurinazionale e nuove costituzioni, ma al momento di applicarle incontrano forti ostacoli. Sono le basi sociali indigene e i settori popolari urbani, che hanno dato il governo a Evo Morales e a Rafael Correa, coloro che stanno opponendo resistenza ai loro stessi governi. In entrambi i casi, i governi hanno optato per l'estrazione mineraria e petrolifera per assicurarsi entrate fiscali, invece di puntare verso il
Buen Vivir come promesso."

27 luglio 2010

Colombia (Stato colonia Usa) punta di lancia della destabilizzazione Nord Americana

Il Primo mandatario venezuelano, Hugo Chavez Frias ha annunciato ufficialmente la rottura delle relazioni diplomatiche tra le due nazioni latino americane.

E’ stata questa la legittima reazione di Caracas dopo i continui attacchi diplomatici che il governo filo statunitense di Bogotà aveva lanciato in questi giorni contro il Venezuela, reo a suo dire di ospitare nel suo territorio truppe delle Farc e alcuni suoi comandanti. Tra le misure che la Colombia intenderebbe prendere a livello internazionale è una possibile denuncia alla Corte penale internazionale contro il governo di Caracas.

La rottura non giunge inaspettata a un attento esame dell’attuale situazione Sud Americana, che vede come sempre gli Stati Uniti gli occulti,ma non troppo, registri di quanto accaduto.

23 luglio 2010

Chavez e Israele: il Medio Oriente in America Latina

In mezzo a tutto il fiorire di reazioni (o meglio, di mancate reazioni…) della comunità internazionale al sanguinoso attacco israeliano contro la Striscia di Gaza di fine 2008-inizio 2009, è passato in secondo piano l’atteggiamento assunto dal Venezuela di Chavez.


La Repubblica Bolivariana, infatti, ha deciso, in data 6 gennaio, l’espulsione dell’ambasciatore d’Israele Shlomo Cohen, in risposta a quella che il presidente ex-parà ha definito la “barbarie” di Gaza. Decisione destinata prevedibilmente ad avere parecchie ripercussioni sul futuro degli equilibri geopolitici dell’America Latina. Intanto, già il giorno successivo, è arrivata immediata e scontata la risposta di Tel Aviv: l’espulsione dell’Incaricato d’Affari del Venezuela in Israele, Roland Betancourt. Il Venezuela infatti non aveva alcuna rappresentanza diplomatica in Israele, ma appunto un Incaricato per il disbrigo di Affari diplomatici. Relazioni di basso livello, insomma. Già in netto peggioramento da quando Chavez espulse una prima volta l’ambasciatore israeliano durante la guerra al Libano dell’estate 2006, e anche in seguito all’inesorabile avvicinamento politico ed economico all’Iran di Ahmadinejad.

22 luglio 2010

Cile, indietro di decenni

Sulla questione indigena il governo cileno resta arretrato e indifferente. Lontano anni luce dai progressi fatti dalla maggior parte dei paesi latinoamericani.
Quindici prigionieri nel carcere El Manzano, Concepción, otto in quello di Temuco. Tutti in detenzione preventiva, alcuni da oltre un anno e mezzo. Legge di riferimento, quella Antiterrorista. Eppure si tratta di indigeni Mapuche, la cui unica colpa è rivendicare diritti ancestrali su terre e risorse. Niente bombe, niente piani o attentati, niente armi di distruzione di massa. Ma il trattamento non cambia. E il governo sembra non sentirci. Eppure, nei confronti della questione dei dissidenti politci cubani appena liberati da Castro, il presidente Sebastián Piñera aveva mostrato tutt'altro atteggiamento, impegnandosi a mediare e candidandosi a ricevere i prigionieri in Cile. Due pesi e due misure, pare, visto che il popolo indigeno non smette di gridare al mondo che chiunque di loro venga messo in carcere è un prigioniero politico.

19 luglio 2010

Washington organizza reti studentesche contro Venezuela, Cuba e Iran

di Eva Golinger
Nell’ultimo anno, diverse agenzie di Washington si sono impegnate a finanziare, promuovere e organizzare gruppi di giovani e di studenti in Venezuela, Iran e Cuba, per creare movimenti di opposizione contro i loro governi. I tre paesi, due dei quali sono considerati “nemici” dal governo statunitense, sono stati vittime dell’intensificazione delle aggressioni di Washington, che cerca di provocare un cambiamento di “regime” favorevole ai propri interessi.

Nelle ultime settimane, l’offensiva è continuata con la visita effettuata dal dirigente studentesco venezuelano Roderick Navarro in territorio statunitense. Navarro, presidente della Federazione dei Centri Universitari dell’Università Centrale del Venezuela (FCU-UCV), si è recato anche a Miami, per “incontrare il movimento studentesco venezuelano all’estero” e lavorare alla creazione di “una rete internazionale che comprenda gli studenti di Iran e Cuba”. Secondo Navarro, la rete verrà creata “perché il mondo sappia delle violazioni dei diritti umani che avvengono nei nostri paesi”.

18 luglio 2010

Il Costa Rica diventa una zona franca per aggredire il Venezuela

Il Costa Rica si predispone a diventare base dell’impero nordamericano allo scopo di aggredire militarmente la Repubblica Bolivariana del Venezuela. Quale altro obiettivo potrebbe esistere partendo dal Costarica?
 
Dopo la vergognosa approvazione da parte dell’Assemblea Legislativa costarichegna (il 1 luglio 2010 con 31 voti a favore e 8 contrari), sarà consentito l’ingresso di circa 13 mila marines statunitensi con 46 navi d’appoggio, una portaerei e 200 elicotteri, il tutto giustificato per combattere il narcotraffico. Ciò lascia intravedere la prospettiva delle future aggressioni nella regione.
 
Si può paragonare il volume di produzione di droga del Costa Rica con quello del Perù o della Colombia? Il Costarica è un pericolo tale da riempirlo di militari stranieri? Per quello che ne sappiamo, non costituisce alcun tipo di minaccia di alcun genere, piuttosto fa pensare che si tratta di pianificare un passaggio già previsto dall’impero: aggredire o invadere militarmente il Venezuela.

12 luglio 2010

Quello che Bersani fa finta di non sapere di Hugo Chávez

Pierluigi Bersani dovrebbe spiegare cosa ha voluto dire sostenendo il 6 luglio che: «Non vorrei che dopo Berlusconi arrivasse Chávez; o il Parlamento riprende il suo ruolo o non c’è libertà per nessuno» e aggravando tale dichiarazione il 7 luglio affermando: «Quando ieri ho detto che dopo Berlusconi si rischia Chávez mettevo in guardia da questo meccanismo pericolosissimo perché o ribadiamo la democrazia parlamentare o prendiamo un'altra strada, un meccanismo populista incombente». Vari commentatori, tra i quali Marco Travaglio, hanno avuto gioco facile nell’affermare che Berlusconi sarebbe da 16 anni ben peggiore del presidente bolivariano. Resta veramente triste che il segretario del Partito democratico (come se fosse un Capezzone qualsiasi) prenda Chávez come parametro battutaro dei suoi pregiudizi rispetto ad un’esperienza di governo, pur complicata, che invece farebbe bene a studiare.

Miami ordina: terrore a Caracas

di Fabrizio Casari
Francisco Chavez Abarca è un terrorista salvadoregno. Il suo nome si trova nella “lista rossa” dell’Interpol, quella che definisce i ricercati di “massima pericolosità” per i quali si ordina l’arresto immediato. Ma da ora Chavez Abarca diverrà pericoloso solo per i suoi complici. E’ stato infatti arrestato dai servizi di sicurezza venezuelani mentre, con un passaporto falso a nome di tale Carlos Gonzales, cercava di entrare illegalmente in Venezuela dove, su ordine di Luis Posada Carriles, noto terrorista cubano americano legatissimo alla FNCA di Miami, avrebbe dovuto realizzare attentati terroristici.
Il contatto tra lui e Posada Carriles è stato Daniel Barrudia, terrorista guatemalteco anch’esso agli ordini della Fundaciòn Nacional Cubano Americana, la lobby terroristica e mafiosa attraverso la quale gli stati Uniti costruiscono le azioni di destabilizzazione contro Cuba che non realizzano in proprio. Alla domanda su chi lo aveva inviato e a chi doveva rispondere del suo operato, Chavez Abarca ha risposto senza esitare: Luis Posada Carriles. Che, a quanto pare, non perde l’abitudine di organizzare bombe e lutti in giro per il continente americano.

11 luglio 2010

Cuba, esistono i prigionieri politici?

Dissidenti, mercenari o semplici delinquenti. E' arrivato il momento di fare chiarezza su Cuba.

Liberi. Indipendentemente che siano spie americane, mercenari o delinquenti comuni. Molti di quelli che vengono considerati prigionieri politici (lo sono? Non lo sono? Difficile ancora oggi da dire) a Cuba verranno liberati.
I primi cinque lasceranno le patrie galere nelle prossime ore. Per tutti gli altri ci vorranno ancora alcune settimane. Al massimo qualche mese. Sarà la Spagna, da sempre molto vicina sia culturalmente che economicamente all'Havana a ospitare i primi cinque detenuti rilasciati da Castro.

IL PLAN COLOMBIA ARRIVA IN PARAGUAY

Le speranze suscitate da Fernando Lugo1, l’ex vescovo vicino alla Teologia della Liberazione che, nell’aprile del 2008, vinse le elezioni presidenziali in Paraguay sconfiggendo il Partito Colorado al governo del paese da 61 anni (compresi i 34 di dittatura di Stroessner) sono messe a dura prova.

Il 24 aprile scorso è stata promulgata la Legge n. 3994/10, con la quale il Presidente della Repubblica ha dichiarato lo stato di ‘Excepción’ nei Dipartimenti di San Pedro, Concepción, Amambay e Alto Paraguay. Questa misura, prevista dalla Costituzione in caso di ‘conflitto armato internazionale’ o ‘grave commozione interna’ che possano mettere in pericolo le istituzioni statali, abilita il governo a disporre delle Forze Armate senza ricorrere alle correnti garanzie costituzionali. Ufficialmente è stata motivata dall’uccisione di 3 guardie private e un poliziotto in un conflitto a fuoco2 e da una serie di occupazioni di terre. Ritenuto responsabile di fomentare la rivolta contro i proprietari terrieri è l’Ejercito del Pueblo Paraguayo (EPP), accusato anche di essere stato infiltrato dalle FARC colombiane e di avere attuato numerosi sequestri. Lo stesso Lugo, già vescovo nel Dipartimento di San Pedro, è stato più volte accusato di connivenza con i movimenti contadini coinvolti in azioni di guerriglia.

5 luglio 2010

Le basi militari della NATO in Sudamerica: un’invasione coordinata

llora Il presente articolo espone uno sguardo più comprensivo del coordinamento militare degli USA e del Regno Unito nella regione sudamericana. Negli ultimi due anni gli analisti locali hanno molto insistito sulla presenza americana senza mai menzionare una delle basi militari più grandi del mondo appartenente agli USA (Comando Sud) e, men che meno, senza riconoscere il ruolo e la complementarità che le stesse hanno da un punto di vista storico e fattuale nei riguardi della presenza militare del Regno Unito nella nostra terra e nelle nostre acque.

4 luglio 2010

Messico - Liberi i prigionieri di Atenco

Dopo 4 anni la Corte Suprema rilascia gli attivisti sull’onda di una mobilitazione per la loro libertà

La prima sala della Corte Suprema di Giustizia ha ordinato la libertà immediata dei 12 integranti del Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra, imprigionati dal marzo 2006. La sentenza ha confermato che le autorità messicane hanno basato le accuse su "premesse false".
"“Dopo quattro anni di lotta, possiamo gridare oggi: sono liberi ... ce l’abbiamo fatta" ha dichiarato Trinidad Ramírez, dirigente del Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra (FPDT) e moglie di Ignacio del Valle.

14 giugno 2010

L’odissea dei cinque cubani che smascherarono il terrorismo Usa

Articolo apparso il 16 maggio, su Il Fatto quotidiano, con il titolo “I cubani che scoprirono il terrorismo Usa”


Caro Direttore,
questa volta ti chiedo spazio per raccontare una storia emblematica che spiega quanto sia crudele l'embargo Usa nella vita di Cuba.

Alla metà degli anni ’90 le attività terroristiche dei gruppi che dalla Florida e dal New Jersey organizzavano attentati e provocazioni lungo le coste di Cuba, con la complicità della famigerata Fondazione cubano-americana di Miami, erano diventate così numerose e pericolose che il governo de l’Avana fu costretto a prendere due decisioni fondamentali.