Che contributo ha dato Hamas al jihad e alla lotta? Che cosa distingue il suo modello di resistenza?
Occorre innanzitutto sottolineare che Hamas in quanto movimento di resistenza contro l'occupazione sionista è parte naturale e autentica dell'esperienza della lotta palestinese, una sua estensione e uno dei suoi cicli, cominciato un centinaio di anni fa con la prima ribellione e il primo martire, con tutte le sue icone, i leader e i loro grandi sforzi – nonostante alcune avverse circostanze del loro periodo. Si tratta fra gli altri di persone quali 'Izzeddine al-Qassam, Haj Amin al-Husseini, Farhan as-Sa'adi, Abd al-Qader al-Husseini, fino alla contemporanea rivolta palestinese sollevata da tutte le sue fazioni, forze, leadership e personalità militanti. La marcia della lotta palestinese continua ancora oggi, grazie a Dio, e continuerà finché gli obiettivi del ritorno dei profughi e della liberazione dall'occupazione sionista non verranno realizzati.
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22 ottobre 2010
21 ottobre 2010
Khaled Mesh'al traccia la nuova direzione politica di HAMAS (seconda parte)
Hamas e la resistenza, Hamas e i cristiani, Hamas e le donne
(la prima parte di questa intervista al quotidiano Al-Sabeel è stata pubblicata il 2 ottobre)
Hamas, allineamenti ed assi
In anni recenti, lo scenario arabo ha visto il crearsi di una serie di assi e allineamenti. Hamas è stato classificato da alcuni lungo l'asse del “rifiuto”. Come vede lei il fatto che questa situazione domini la scena politica araba? In che posizione si vede lei personalmente al riguardo? E ritiene che questa situazione sia a favore degli interessi della nazione?
Risponderò a questa domanda da tre angolazioni.
Prima angolazione: esiste un genere di raggruppamento riprovevole, ed uno degno di lode. Il primo è, ad esempio, un'assemblea convocata su basi razziali o seguendo idee nazionaliste ristrette per opporsi ad altri popoli. Questo genere di schieramenti invoca fattori di categorizzazione e di allineamento interno a livello del Paese o della nazione.
Ma se le persone si riuniscono per fare del bene, per sostenere il popolo palestinese, resistere il nemico sionista, sfidare la normalizzazione, resistere ai tentativi dei nemici d'infiltrarsi all'interno della nazione, affrontare l'egemonia americana e l'occupazione dell'Iraq e dell'Afghanistan e impedire che la nazione venga derubata delle sue ricchezze, tutto questo rappresenta la base per creare un raggruppamento degno di lode, che non può essere paragonato al primo.
(la prima parte di questa intervista al quotidiano Al-Sabeel è stata pubblicata il 2 ottobre)
Hamas, allineamenti ed assi
In anni recenti, lo scenario arabo ha visto il crearsi di una serie di assi e allineamenti. Hamas è stato classificato da alcuni lungo l'asse del “rifiuto”. Come vede lei il fatto che questa situazione domini la scena politica araba? In che posizione si vede lei personalmente al riguardo? E ritiene che questa situazione sia a favore degli interessi della nazione?
Risponderò a questa domanda da tre angolazioni.
Prima angolazione: esiste un genere di raggruppamento riprovevole, ed uno degno di lode. Il primo è, ad esempio, un'assemblea convocata su basi razziali o seguendo idee nazionaliste ristrette per opporsi ad altri popoli. Questo genere di schieramenti invoca fattori di categorizzazione e di allineamento interno a livello del Paese o della nazione.
Ma se le persone si riuniscono per fare del bene, per sostenere il popolo palestinese, resistere il nemico sionista, sfidare la normalizzazione, resistere ai tentativi dei nemici d'infiltrarsi all'interno della nazione, affrontare l'egemonia americana e l'occupazione dell'Iraq e dell'Afghanistan e impedire che la nazione venga derubata delle sue ricchezze, tutto questo rappresenta la base per creare un raggruppamento degno di lode, che non può essere paragonato al primo.
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3 ottobre 2010
Khaled Mesh'al traccia la nuova direzione politica di HAMAS (prima parte)
Quella che segue è l’intervista più recente a Khaled Mesh'al, che dal 1996 è il capo dell’Ufficio politico del movimento di resistenza islamica (Hamas). Dopo l’assassinio del leader di Hamas, Abd al-‘Aziz Rantisi, nel 2004, Mesh'al è diventato il leader internazionale del movimento.
In questa intervista rilasciata al quotidiano giordano Al-Sabeel, a luglio del 2010, Mesh'al traccia la direzione politica di Hamas su diversi temi critici: per esempio, negoziati con Israele, relazioni internazionali, ebrei, cristiani, donne. L’intervista – durata diverse ore – è stata recepita come importante nel mondo arabo ed è considerata come una chiara indicazione delle posizioni che Hamas intende perseguire, specialmente con riguardo ai futuri atteggiamenti verso Israele.
In questa intervista rilasciata al quotidiano giordano Al-Sabeel, a luglio del 2010, Mesh'al traccia la direzione politica di Hamas su diversi temi critici: per esempio, negoziati con Israele, relazioni internazionali, ebrei, cristiani, donne. L’intervista – durata diverse ore – è stata recepita come importante nel mondo arabo ed è considerata come una chiara indicazione delle posizioni che Hamas intende perseguire, specialmente con riguardo ai futuri atteggiamenti verso Israele.
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19 luglio 2010
«L’Europa può ottenere la fine dell’assedio a Gaza»
Intervista a Mahmud al Zahar
Il mondo «si è reso conto che una pace vera non può escludere la metà di un popolo e chi lo rappresenta: Hamas. A Gaza la signora Ashton ha potuto vedere con i suoi occhi le conseguenze dell’assedio criminale imposto dagli israeliani; al tempo stesso si è potuta rendere conto di persona della fierezza di un popolo che non si è arreso, che rivendica con orgoglio il proprio diritto all’autodeterminazione. Hamas è parte di questa resistenza ed è questa la ragione della nostra forza».
Nel giorno della visita a Gaza dell’Alta rappresentante per la politica estera europea Catherine Ashton, parla l’uomo forte di Hamas nella Striscia, più volte sopravvissuto alle «eliminazioni mirate» condotte contro di lui dalle forze armate dello Stato ebraico: Mahmud al Zahar.
«L’Europa -dice al Zahar in questa intervista esclusiva a l’Unità - può svolgere un ruolo da protagonista
in Palestina, a patto che dimostri con i fatti non avallare la politica usurpatrice d’Israele».
Il ministro degli Esteri di Hamas non ritiene chiusa l’«intifada delmare»: «I l popolo palestinese - afferma - non ha dimenticato i martiri della FreedomFlotilla». L’«intifada del mare» ha fatto emergere nuovi protagonisti sullo scenario mediorientale. Primo fra tutti, il premier turco Tayyip Erdogan: «È lui - rimarca al Zahar - l’uomo nuovo. La Turchia è il nuovo centro dell’Islam».
La baronessa Ashton ha visitato Gaza ma non ha voluto incontrare i dirigenti di Hamas.
«Ce ne faremo una ragione... Ma la signora Ashton ha parlato con la gente di Gaza,e di quella gente Hamas è parte. Se fossimo degli alieni,un corpo estraneo,saremmo stati spazzati via da tempo...».
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