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24 giugno 2010

IL BARATRO KIRGHISO

Guerra civile. O conflitti interetnici, come si suole dire in maniera più morbida per non far apparire la tragedia nella sua più estrema drammaticità. La situazione in Kirghizistan è forse ora più tranquilla a dieci giorni dall‘esplosione degli scontri nel sud del Paese, ma sta prendendo contorni decisamente peggiori rispetto ai sanguinosi precedenti del 1990. Allora, poco prima che l‘Urss collassasse su se stessa, intervenne Mosca per mettere fine alle tensioni tra kirghisi e uzbeki nella valle di Fergana e i morti furono 300. Oggi,stando alle parole della presidente ad interim Rosa Otunbayeva le vittime sarebbero circa 2.000. A queste si aggiungono i profughi che secondo l‘Onu si aggirano intorno ai 400.000.