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6 luglio 2010

Boicottaggio dei prodotti israeliani

                    Venerdi 9 luglio

Giornata internazionale della campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) verso Israele guarda l'appello della campagna internazionale BDS (in inglese)http://stopthewall.org/worldwideactivism/2276.shtml?utm_source=MailingList&utm_medium=email&utm_content=Regular+Update+%235+2010

   In tutta le città italiane organizzate iniziative BDS per assediare l'occupazione e l'apartheid israeliana contro i palestinesi

Boicottaggio di tutte le aziende a capitale israeliano presenti in Italia (Teva, Arrow Bio, Agrexco, L'Oreal)

Disinvestimento delle aziende italiane presenti o in affari sul mercato israeliano (Lavazza, Telecom, Finmeccanica, CTS)

Sanzioni attraverso la revoca degli accordi bilaterali tra istituzioni italiane e istituzioni israeliane (enti locali, università, centri di ricerca)

La campagna BDS sta dando importanti risultati che preoccupano seriamente le autorità e i centri economici israeliani guarda su:

http://www.forumpalestina.org/news/2010/Giugno10/17-06-10DopoFlottilla.htm

http://www.forumpalestina.org/news/2010/Maggio10/24-05-10RassegnaStampaAgrexco.htm

http://www.forumpalestina.org/news/2010/Maggio10/11-05-10CrescePreoccupazioneBDS.htm

 
 
Fonte: http://www.forumpalestina.org/

18 giugno 2010

Isteria filo-israeliana al XV° Municipio di Roma

Qui di seguito pubblichiamo la mozione proposta da alcuni consiglieri al XV Municipio di Roma. Un testo semplice e ampiamente condivisibile da chiunque abbia un minimo di buonsenso. Ma il documento ha scatenato le ire della lobby filoisraeliana particolarmente forte nel municipio e di tutta la politica capitolina (ovviamente in dimensione bipartizan).
Ecco il documento:

 Il Consiglio del Municipio 15 di Roma:
- testimonia solidarietà nei confronti del popolo palestinese e chiede che le Istituzioni comunali, provinciali, regionali e nazionali assumano tutte le iniziative possibili per promuovere il processo di pace in Medio Oriente per la cessazione del blocco di Gaza;
- condanna l’ingiustificato e illegale arrembaggio che viola la convenzione internazionale sui diritti del mare;
- condanna l’atto di pirateria dell’esercito di Israele in acque internazionali su navi battenti bandiera turca.
Chiede altresì al Governo italiano di farsi promotore nelle assise internazionali, di una vibrata protesta e condanna nei confronti del governo Israeliano, arrivando fino al boicottaggio dei prodotti di quel paese e al nostro ritiro delle sedi diplomatiche.
Alfredo Toppi (Sinistra Arcobaleno) Alessio Conti (Lista Civica Rutelli) Gaetano Cellammare (Partito Democratico)





Ed ecco le reazioni:
Leggendo il testo del documento e il contenuto delle reazioni si evidenzia a occhio l'isteria e la manipolazione delle parole da parte della lobby filo-israeliana. In nessuna parte del documento infatti di parla di "boicottaggio dei negozi di commercianti ebrei" nè di "boicottaggio di prodotti alimentari israeliani" ma di boicottaggio dei prodotti e di ritiro dalle sedi diplomatiche. Questa manipolazione è una tattica consolidata negli anni che fino a ieri ha funzionato, ma che comincia a non funzionare più di fronte ai massacri compiuti da Israele prima a Gaza tra dicembre 2008 e gennaio 2009 epoi contro la FreedomFlotilla a maggio di quest'anno. La società civile, davanti all'inerzia e alla complicità verso i crimini di guerra israeliani da parte dei governi e delle istituzioni - come quelle italiane - adotta ormai da sola e in tutto il mondo le sanzioni verso Israele attraverso il boicottaggio, il disinvestimento, le sanzioni (BDS).

17 giugno 2010

Ancora sul boicottaggio dei prodotti israeliani

Proprio questa mattina mi è capitato sotto gli occhi un articolo del Jerusalem Post del 15 giugno, l'argomento era quello del boicottaggio dei prodotti israeliani nel mondo: ragazzi continuiamo così!!!
Si continuiamo perché gli effetti li stanno facendo sentire, altrimenti non si spiegherebbe perché venticinque deputati israeliani appartenenti a sette gruppi diversi parlamentari, hanno presentato un disegno di legge il cui scopo è farla pagare a chi promuove un boicottaggio.
In pratica un cittadino israeliano (molti sono gli israeliani ebrei che lottano contro l'occupazione) non potrà più “istigare, promuovere o collaborare a boicottaggi contro lo Stato d’Israele o istituzioni israeliane” pena il pagamento di indennizzi!
Agli stranieri verrebbe impedito l'ingresso in Israele anche per 10 anni.....

16 giugno 2010

Boicottare i prodotti di Israele è razzismo, quelli della Turchia no!

Ebbene si, qualcosa si può boicottare e qualcosa no, proprio poco tempo fa commentavo qui la decisione della Coop e Conad di non acquistare più (boicottare suona troppo forte)  i prodotti della Agrexo, azienda che distribuisce anche prodotti agricoli provenienti dai Territori Occupati (e non lo dico io che sono Occupati), di proprietà per il 50% del governo israeliano
La campagna era stata promossa da Donne in nero, Attac, Federazione della Sinistra, Fiom- Cigl, Forum Palestina, Pax Christi Italia, rete Eco, Ebrei contro l’occupazione e Un Ponte Per, ecc........ Questo il sito della campagna.
Ma il nostro caro ministro Frattini (del quale si dice abbia anche il passaporto israeliano, ma non ne ho alcuna conferma) ha subito gridato al RAZZISMO!!!!!!! Diceva tra le altre cose "Scegliere un prodotto sulla base della provenienza e non della qualità rischia di innescare dinamiche di tipo razzista", soprattutto in questo caso, "in cui la questione viene fatta con riferimento ai prodotti israeliani, perché sono ebrei". (vedi qui).

8 giugno 2010

I portuali boicottano le navi israeliane

I portuali svedesi hanno annunciato una campagna di boicottaggio delle navi e merci israeliani in arrivo nei porti della Svezia come risposta al blitz delle truppe di Israele contro la nave turca della Freedom flotilla lunedì scorso. Il blocco durerà una settimana, dal 15 al 24 giugno. Il sindacato dei portuali svedesi conta intorno ai millecinquecento aderenti e appoggia le operazioni umanitaria del Free Gaza Movement. Il boicottaggio è stato spiegato con «l'attacco criminale senza precedenti contro un convoglio di navi pacifico» (nella foto Ap, una dimostrazione di protesta contro l'attacco israeliano a Stoccolma). La campagna per il boicottaggio dello Stato di Israele si sta intensificando in molti paesi e all'interno di molti paese. Specialmente nei paesi scandinavi. In Norvegia un fondo pensioni vi ha aderito di recente.

1 giugno 2010

Il nuovo crimine di Israele indigna ma non stupisce

di Domenico Losurdo
Il crimine consumato da Israele in acque internazionali a danno dei pacifisti impegnati a portare soccorso ai prigionieri rinchiusi in quell’immenso campo di concentramento che ormai è Gaza può e deve indignare, ma non può stupire: da un pezzo il governo di Tel Aviv si mostra deciso a colpire col terrore non solo le vittime dirette del suo espansionismo coloniale, ma anche coloro che osano esprimere solidarietà con le vittime e in un modo o nell’altro intralciano la terribile macchina da guerra e di oppressione cui i carnefici fanno ricorso. La tesi secondo cui i pacifisti erano armati e quindi meritevoli di morire fa il paio con la tesi in base alla quale era un obbligo morale scatenare l’operazione Shock and awe (Colpisci e terrorizza!) contro l’Irak di Saddam Hussein, colpevole di detenere armi di distruzioni di massa! Anche nell’arte della manipolazione si rivelano la solidarietà e la complicità di fondo che legano Israele e gli Usa e che non sono sostanzialmente intaccate dall’avvicendarsi dei vari inquilini della Casa Bianca.

24 maggio 2010

Primo stop all'Agrexco, che finanzia le colonie israeliane.

Dopo mesi di lavoro, la «rete stop Agrexco» incassa la prima vittoria: le catene di supermercati Coop e Conad nel nord Italia non commercializzeranno più i prodotti della Agrexco. L'azienda israeliana vende anche prodotti agricoli provenienti delle colonie israeliane nei Territori occupati palestinesi. Senza alcuna tracciabilità. Il boicottaggio continua.


Niente più agrumi e datteri «made in colonie israeliane nei territori palestinesi occupati» sugli scaffali di Coop e Noardiconad,