22 giugno 2010

DAL MARE DI GAZA UNA LEZIONE PER L'EUROPA

In un intervento del magistrato Agnoli per Identità Europea, i crimini israeliani e l'indecente "pompaggio pubblicitario" di Rai News 24 di Corradino Mineo a favore di Fiamma Nirenstein e soci. Israele all'assalto perenne del diritto internazionale.
La lobby trasversale, protetta dai vertici dei due schieramenti, all'assalto delle libertà costituzionali

Mi è stato chiesto di collaborare con uno scritto alla prima e inaugurale uscita del rinnovato “sito” di Identità Europea, in particolare commentando il sanguinoso attacco dell'esercito e della marina israeliana alla “Freedom Flotilla”, il piccolo gruppo di sei navi, battenti in maggioranza bandiera turca, ma noleggiate da organizzazioni pacifiste internazionali con l'intento di portare soccorsi umanitari (soprattutto medicinali e sanitari al milione e cinquecentomila palestinesi tenuti rinchiusi da Israele nella prigione a cielo aperto di Gaza).

Non siate tristi... è un grande risultato

E' certo che Benyamin Netanyahu, primo ministro israeliano, ed i membri dell'estrema destra del suo governo non immaginano quanto sia grande la vittoria che hanno regalato al popolo palestinese ed alle nazioni arabe e musulmane commettendo il massacro di “Freedom Flotilla” nel mar Mediterraneo, uccidendo una ventina di attivisti e ferendone decine.


E' vero che abbiamo perso venti martiri in maggioranza turchi, ma abbiamo guadagnato settanta milioni di turchi alla principale causa musulmana, i quali hanno preso posizione con forza.

Il sangue turco ha stretto insieme le loro controparti algerina, palestinese e di più di cinquanta nazionalità diverse provenienti da tutto il mondo islamico e non; questo sangue è stato il detonatore per un risveglio massiccio in tutta la Turchia ed esibirlo potrebbe spingere molti a chiedere vendetta.



I massacri perpetrati da Israele, sia in terra, a Ghaza, che in mare, intercettando navi di aiuti umanitari, equivalgono alle decine di anni di sforzi e alle centinaia di miliardi che gli arabi ed i musulmani avrebbero potuto spendere per mostrare il volto sanguinario e l'arroganza degli israeliani a tutto il mondo.


21 giugno 2010

Riecco il condono edilizio!

Ci siamo è di oggi la notizia riportata da Il Messaggero Manovra, torna il condono edilizio. Il Pd: inaccettabile, danni enormi=
Dunque: si riaprono i temini del condono del 2003 anche per gli abusi compiuti in aree sottoposte a vincoli paesaggistici, più precisamente quegli abusi realizzati "in aree sottoposte alla disciplina di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio". Purchè la costruzione sia stata effettuata entro il 31 marzo 2010, ma come dicevo nel mio post precedente (condoni condoni ed ancora condoni) chi controlla? Con i pochi controlli fatti sono state scoperte case costruite nel 2004/2005 e condonate ....... nal 2003!
Ma non è finita, il bello deve ancora venire! Udite udite....... sono sanabili anche quegli abusi per i quali i comuni avevano già dato parere negativo.....
Poi vediamo.. a si: torna la proposta di sospendere la demolizione degli immobili abusivi in Campania.
Non solo "sacco di Roma" (per quello c'è Alemanno)...... ma sacco dell'Italia.
Vi saluto, vado a sopraelevare sul mio balcone..... tanto poi condono...

Big Bruxelles ti osserva

De Standaard
Bruxelles
L’Unione europea è all’avanguardia nel controllo dei dati personali nel nome della sicurezza. Ma se per alcuni le nuove tecnologie ci proteggono, altri temono lo sguardo indiscreto delle multinazionali e del potere.
"Il rispetto della privacy? É un concetto del ventesimo secolo", dice Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, che vende i profili dei suoi utenti alle aziende. Google non è da meno: vi segue ogni volta che navigate in rete per poi bombardarvi di pubblicità mirate. Anche le autorità, che dovrebbero essere garanti della nostra privacy, ne approfittano. Pare che la Cia stia raccogliendo informazioni su politici, giornalisti, universitari, ong, critici e opinion-leader non soltanto da Facebook, ma anche da Twitter, Flickr, Amazon e parecchi altri siti.

Le guerre del tantalio

L'abbondanza o la scarsità delle materie prime richieste dalle tecnologie dominanti è da sempre uno dei fattori che determinano la sorte delle civiltà e le loro mosse in campo internazionale. Le riserve interne di ferro e carbone, per esempio, consentirono all'Inghilterra di lanciarsi nella rivoluzione industriale evitando le guerre per il controllo delle aree minerarie che dissanguarono l'Europa centrale, per poi spingerla a costruire l'immenso impero britannico d'oltremare per rifornire di cotone le sue industrie tessili. Per non parlare degli Stati Uniti e del petrolio.


Data anche la ristrettezza del suo territorio, l'Europa non è mai stata particolarmente fortunata sotto questo aspetto. Ma il problema sembra destinato ad aggravarsi. Un rapporto pubblicato il 17 giugno dalla Commissione europea segnala che il continente sta andando incontro a un'acuta carenza di 14 materie prime essenziali per lo sviluppo delle tecnologie d'avanguardia: antimonio, berillio, cobalto, spatofluoro, gallio, germanio, grafite, indio, magnesio, niobio, platinoidi, terre rare, tantalio e tungsteno. Oltre a mancare nel suo sottosuolo, tali risorse sono concentrate in paesi che sono o rivali commerciali e strategici (Cina, Russia, Brasile, India) o estremamente instabili (Repubblica democratica del Congo, Rwanda).

Internet, blog e libertà: Obama vuole il tasto off

All’esame del Senato un progetto di legge che dà al presidente il potere di bloccare l’attività del web. Lo scopo: proteggere gli Stati Uniti da possibili attacchi informatici. Ma gli internauti insorgono.

Immaginate una mattina, come tante altre. Avviate il computer, digitate un indiriz­zo familiare, come google.com. Ma qualcosa non va. Ap­pare una schermata: «Connes­sione impossibile». Pensate a un errore, verificate il cavo, la linea ad alta velocità. Tutto ok. Provate con un altro sito yahoo.com. Niente. E un altro e un altro ancora. Sempre niente. Pensate a una falla cir­coscritta. Ma poi accendete la radio e scoprite che il silenzio del web è mondiale. E che a de­ciderlo è stato Barack Obama. Una scena degna di un film di Hollywood. Eppure tutt’al­tro che fantasiosa. Mentre il mondo parla della crisi del­l’euro, della marea nera e, na­turalmente, dei mondiali di calcio, il Senato americano esamina un progetto di legge rivoluzionario. E inquietante. Lo ha presentato il senatore democratico Joe Lieberman. Tratta della necessità di pro­teggere gli Usa da possibili at­tacchi informatici. Preoccupa­zione legittima e condivisa dal­lo stesso Obama. Gli attacchi telematici rappresentano una delle nuove armi delle cosid­dette «guerre assimmetri­che », che già caratterizzano al­cuni conflitti geostrategici. Il problema, però, è che Lie­berman, anziché sollecitare il potenziamento di barriere tec­nologiche anti- hacker, propo­ne una soluzione estrema, mai contemplata fino a oggi. Il potere di spegnere Internet. Con un clic. In caso di emergenza, il pre­sidente degli Usa avrebbe la fa­coltà di obbligare i maggiori provider e i siti di interesse strategico (dunque pratica­mente tutti quelli più usati nel mondo come Google e Yahoo) a interrompere ogni at­tività.

Il caso di Helen Thomas e la diplomazia di Obama

A novant’anni e dopo aver per decenni collaborato con la Casa Bianca, Helen Thomas si è vista costretta a dimettersi dopo le dichiarazioni scottanti che ha rilasciato su Israele. La giornalista ha infatti affermato che gli israeliani stanno occupando illegittimamente il suolo palestinese. La soluzione per la Thomas? Che gli israeliani tornino in Polonia, in Germania o ovunque ritengano opportuno. Le affermazioni della giornalista hanno scatenato numerose polemiche così da vedersi costretta al ritiro dopo 50 anni di onorata carriera.

Il simbolismo della scala














Albrecht Dürer, Melancolia I. Particolare.


Abbiamo già accennato in precedenza al  simbolismo che si è conservato fra gli Indiani dell’America del Nord, e secondo il quale i diversi mondi sono rappresentati da una serie di caverne sovrapposte e gli esseri passano da un mondo all’altro salendo lungo un albero centrale. Un simbolismo simile si trova, in vari casi, realizzato da riti nei quali il fatto di arrampicarsi su un albero rappresenta l’ascensione dell’essere lungo l’«asse»; tali riti sono sia vedici sia «sciamanici», e la loro stessa diffusione è un indizio del loro carattere veramente «primordiale».

Biocarburanti: Verdi ma non troppo

16 giugno 2010 Trouw - Amsterdam
La Commissione europea ha introdotto una nuova certificazione per i biocarburanti per evitare la deforestazione. Ma non basta: per evitare danni collaterali bisognerà tenere conto di moltissimi altri fattori.
Per produrre biocarburante bisogna spesso abbattere foreste per fare spazio alle coltivazioni necessarie. Per questo è difficile parlare di sostenibilità. Per cercare un rimedio, la Commissione europea ha annunciato questa settimana  l'adozione di una certificazione per il "vero" biocarburante sostenibile. Ma l'iniziativa di Bruxelles tiene veramente conto di tutte le obiezioni sollevate in merito?

Non sempre, afferma Jan Ros, responsabile del settore bioenergia

Enel assalta la Patagonia

'L'Enel in Patagonia è di una aggressività feroce e il mega-progetto Hydroaysen che prevede la costruzione di cinque centrali idroelettriche trasformerà la regione dell'Aysen da riserva di vita a pila di Santiago e dell'industria mineraria del nord'

"L'Enel in Patagonia è di una aggressività feroce e il mega-progetto Hydroaysen che prevede la costruzione di cinque centrali idroelettriche punta a trasformare la regione dell'Aysen (Cile meridionale) da riserva di vita a pila di Santiago e dell'industria mineraria del nord del paese". Juan Pablo Orrego, vincitore nel 1998 del Right livelihood award, considerato il Nobel alternativo, e uno dei leader del Consiglio di difesa della Patagonia (Cdp), non ha dubbi: il Cile non ha bisogno delle dighe e il progetto è un business per le imprese, a spese dell'ambiente e dei cittadini della regione.

20 giugno 2010

L’ecocidio del golfo e i trucchi velenosi della Bp

Meglio i pesci morti per il disperdente [*], che le tartarughe e gli uccelli imbrattati di petrolio e trasmessi dalle tv. Sul Los Angeles Times Michael Brune, il direttore di Sierra Club ed esperto di petrolio e carbone, scrive: «Quello che ho visto volando sopra le acque del golfo mercoledì, e ciò che abbiamo tutti guardato in televisione nelle ultime due settimane, non è uno sversamento, é un’esplosione infinita di fango tossico, un mostro rivoltante di fanghi velenosi che potrebbe presto ricoprire un parco nazionale, più di una dozzina di rifugi della fauna selvatica e centinaia di miglia di costa, forse strisciando fino alle fragili Florida Keys e all’Eastern Seaboard».

Libertà secondo capitalismo

di Antonio Catalano
Marchionne: «Senza accordo Pomigliano chiude».
Sacconi: «Pomigliano è la risposta al rattrappimento produttivo».
Brunetta: «La Fiom si oppone all’accordo perché difende fannulloni ed opportunisti».
Sacconi: «L’accordo di Pomigliano è un punto di svolta nelle relazioni industriali. Lo ricorderemo come un passaggio importante e dimostra che da oggi questo Paese e’ ancora più moderno perché si e’ adeguato alla competizione». «Vale più questo accordo di molti incentivi perché non c’è incentivo finanziario che possa compensare un disincentivo normativo», prosegue prima di salire sul palco del convegno dei giovani imprenditori.
Tremonti: «Troppe regole bloccano l’economia. L’accordo Pomigliano è un esempio per tutti».

"I problemi al pozzo erano noti Bp nascose il dossier segreto"


Un rapporto degli ingegneri della società aveva messo in dubbio la sicurezza della piattaforma esplosa. Notati già un anno fa i difetti al rivestimento del tubo e alla valvola per prevenire fughe di gas
WASHINGTON - Da alcuni documenti interni alla BP risultano inequivocabili gravi problemi e molte preoccupazioni legate alla sicurezza della piattaforma di trivellazione Deepwater Horizon molto prima di quanto la società petrolifera stessa abbia riferito al Congresso la settimana scorsa.

I problemi interessavano il rivestimento della tubazione del pozzo e la valvola ausiliaria anti-esplosione, elementi rivelatisi ad alta criticità nella spirale di eventi che ha portato al disastro della piattaforma. Dai documenti risulta infatti che già a marzo, dopo varie settimane di problemi sulla piattaforma, BP era alle prese con grosse difficoltà e nello specifico con una perdita di "controllo del pozzo". Ben undici mesi prima, per di più, già aveva coltivato preoccupazioni in merito al rivestimento del pozzo e alla valvola ausiliaria anti-esplosione.

È la natura che si ribella all' uomo Obama deve dire addio al petrolio

«LA moratoria annunciata da Obama non basta. Non si può stare fermi ad aspettare che il peggio sia passato per poi ricominciare a tirar fuori il greggio come se niente fosse. Siamo di fronte al più grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti: è l' ultimo campanello di allarme, ignorarlo vorrebbe dire assumersi una responsabilità gravissima. Quando si agisce contro la natura, la natura si ribella». Pascal Acot, ricercatore presso il Centre National de la Recherche Scientifique e storico dell' ecologia, guarda con grande preoccupazione a quello che sta succedendo nel Golfo del Messico, mentrei tentativi di arrestare la marea nera falliscono uno dopo l' altro. 

19 giugno 2010

Bloody Sunday, l’Inghilterra ammette: feroce massacro

“I can’t believe the news today”: non posso credere alle notizie, oggi, cantavano gli U2. Bloody Sunday, domenica 30 gennaio 1972. A Derry, il primo battaglione del reggimento paracadutisti britannico aprì il fuoco contro una folla di inermi, manifestanti per i diritti civili, colpendone 26. Tredici erano giovanissimi e morirono sul colpo, uno morì quattro mesi più tardi. A quasi quarant’anni di distanza, la Gran Bretagna ammette: fu un’infamia dell’esercito inglese a insanguinare uno dei giorni più infausti e traumatici per l’Irlanda del Nord. Un atto di barbarie, senza possibili attenuanti, deciso a freddo per assassinare la protesta.

Islanda diventa ufficialmente 'porto franco' per la libertà d'informazione

La proposta di Wikileaks è stata approvata all'unanimità dal parlamento di Rejkiavik

Il parlamento islandese ha approvato la proposta diWikiLeaks, nota come Modern media initiative, per trasfromare il paese nordico in un porto franco per il giornalismo investigativo. L'iniziativa di WikiLeaks, sito internet che pubblica documenti governativi e aziendali riservati, ha l'obiettivo di creare un'area dove vi sia piena libertà d'informazione e dove sia garantita la protezione agli informatori dei giornalisti. I parlamentari islandesi hanno aderito al progetto con 50 voti favorevoli, zero voti contrari e un'astensione.
La Modern media initiative "potrebbe rappresentare un catalizzatore per una riforma legislativa sulla libertà d'informazione che è necessaria a livello globale", recita il sito Index on Censorship. Secondo la parlamentare europea ed ex magistrato Eva Joly, "la mozione stimola l'integrità e la trasparenza da parte dei governi." L'Islanda potrebbe presto diventare, quindi, il fulcro delle attività dei media internazionali digitali, editori, banche dati, e organizzazioni per i diritti umani.

UN PLAUSO A STEFANIA CRAXI

di G.P.
C’è ancora un Craxi a rendere inquiete le relazioni tra Roma e Gerusalemme. Questa volta si tratta di Stefania, sorella maggiore di Bobo e figlia dell’ex leader socialista Bettino, nonché attuale Sottosegretario di Stato agli Esteri nel governo Berlusconi. 
Gli israeliani non amavano il capofamiglia e riversano volentieri la stessa idiosincrasia sulla prole che, da par suo, contraccambia con il necessario e giustificato disamore, senza soluzione di continuità con i convincimenti paterni e con le scelte politiche del più illustre genitore, il quale dialogava con Arafat ed auspicava un riavvicinamento tra mondo arabo ed Italia su un piano parità e di consolidazione dei rispettivi interessi. Del resto, la stessa Stefania Craxi non ha mai nascosto la sua “gratitudine verso tutti i popoli arabi che anche nei momenti difficili non hanno cessato di significare a mio padre la loro amicizia, il loro rispetto e la loro gratitudine, garantendo anche la sua libertà. Un atto di civiltà, che né io né i miei figli dimenticheremo mai”.

Alternativa è con la FIOM!

E' in corso la demolizione dei diritti del lavoro. Le centrali sindacali nazionali l'accettano o la sopportano senza reagire. La FIOM resta l'unico baluardo di questa difesa. Non possiamo lasciarla sola.
A Pomigliano il contratto nazionale viene stracciato con il sostegno dei sindacati gialli e con il balbettio di Bersani.
La FIAT ricatta i lavoratori di Pomigliano, e blandisce con promesse che non potrà mantenere, perché non ha un piano di rilancio che non sia il delirio scimmiesco di altri sei milioni di vetture che non produrrà e che, se producesse, non potrebbe vendere per mancanza di acquirenti.

Riti e Formule Magiche nell'Antico Egitto

 (di F.Ridolfi)


(Abstract della conferenza tenuta a Simmetria il 27 gennaio 2008)
Introduzione.
Nella cultura occidentale il termine "magia" richiama immediatamente qualcosa di misterioso, occulto, ai limiti della legalità. Ma le origini storiche e l'impiego della magia nelle società antiche partono da basi molto diverse:  storicamente il termine risale ai primi contatti tra il mondo greco e quello persiano; inizialmente la parola greca magos indicava l'appartenente a una casta di sacerdoti persiani; successivamente il greco magheia e il latino magia designarono le pratiche rituali dei Caldei che si erano diffuse tra le classi meno colte della popolazione ed estranee al culto ufficiale dello stato, per estendersi poi a tutta una serie di culti, inclusa la religione cristiana, vietati dalla legge romana.



18 giugno 2010

Safari umani minacciano la tribù dei Jarawa delle isole Andamane

La sopravvivenza della tribù dei Jarawa delle Isole Andamane è minacciata da safari umani gestiti da tour operator locali.
Survival International ha annunciato oggi di aver scritto a otto compagnie turistiche che promuovono visite o avvistamenti del popolo dei Jarawa , sollecitandole a interrompere immediatamente questi tour. I safari mettono seriamente a rischio di epidemie la tribù che, con ogni probabilità, ha poche difese immunitarie contro le malattie più comuni a causa del suo lungo isolamento.
La promozione del turismo tra i Jarawa è illegale. Dopo aver ricevuto la lettera di Survival, quattro delle compagnie hanno tolto i tour da loro siti Internet ma altre quattro continuano a pubblicizzarli. Dopo la denuncia di Survival, anche il governo indiano ha diffuso un monito pubblico ai tour operator. Sono infatti molte le compagnie che promuovono questo tipo di viaggi direttamente nelle loro agenzie delle isole, ma non su Internet.