24 giugno 2010

Zimbabwe, la congiura dei diamanti

Un dittatore vecchio e stanco e una corte che trama nell'ombra. Una battaglia sotterranea in cui risulteranno centrali le miniere di Marange

E se il dittatore non fosse che un fantoccio spaventato? Se l'uomo che da 30 anni governa lo Zimbabwe con il pugno di ferro fosse rimasto prigioniero nella morsa del suo stesso pugno? Ci sono ombre che si muovono alle spalle di Robert Mugabe, ombre che tramano contro il governo di unità nazionale e che hanno dalla loro il controllo di un settore strategico di vitale importanza, quello dei bacini diamantiferi, l'unica linfa vitale di un Paese prossimo al tracollo.

Nikola Tesla: quel lampo di genio che fece la storia

Tra pochi giorni (10 luglio) ricorre l'anniversario della nascita di Nikola Tesla, colui che - oltre un secolo fa - ha scoperto la corrente alternata, inventato la radio prima di Marconi, sperimentato una macchina che generava terremoti e realizzato mille piccole e grandi invenzioni su cui si basano moltissime delle tecnologie contemporanee. Cerchiamo di saperne di più con Massimo Teodorani.

Quando si pensa alle grandi menti che hanno illuminato il nostro passato il pensiero corre a Einstein, Leonardo, Marconi o altri, ma in pochi pensano a Nikola Tesla. Eppure, il geniale inventore nato il 10 luglio 1856 in Serbia ha influito sul nostro modo di vivere molto più di altri celebrati scienziati. Tra pochi giorni ricorrerà l'anniversario della sua nascita e abbiamo deciso di cogliere l'occasione per intervistare Massimo Teodorani, autore del libro “Tesla – lampo di genio” che ha ripercorso con noi le vicende dello scienziato e le sue invenzioni ed intuizioni, spesso dimostratesi efficaci e persino profetiche.

Eugenio Tabano: Per l’Imam Khomeini la valorizzazione della cultura irano-islamica passava attraverso l’indipendenza, la fiducia in sé e il rifiuto della dominazione esteriore.

Intervista a Eugenio Tabano, studioso e traduttore italiano sul tema "la modernità nella visione dell’Imam Khomeini", defunto padre della Repubblica islamica.

Il 20 maggio scorso si è tenuto all’università L’Orientale [Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ] di Napoli una conferenza dove si è parlato sul tema "La modernità nella visione dell’Imam Khomeini". A questo proposito, in occasione dell’anniversario della dipartita del Padre della Repubblica islamica (4 giugno), abbiamo parlato con Eugenio Tabano, studioso e traduttore italiano.

GASDOTTI E GEOPOLITICA

L’ingresso della francese Électricité de France nella joint venture South Stream AG - Consorzio di cui sono patrocinatori Eni e Gazprom, volto alla realizzazione dell’infrastruttura di gasdotti che attraverserà il Mar Nero per sbucare nell’Italia del sud e in Austria - è cosa fatta.


EDF, operatore energetico e maggiore produttore e distributore di energia d’Oltralpe, è dunque il terzo partner tra i due colossi degli idrocarburi italiano e russo in questo ambizioso piano di lavoro e di sviluppo delle rotte dell’oro blu che segneranno il prossimo futuro energetico del continente. Il progetto è stato concepito per rendere più agili i rifornimenti di gas alla Vecchia Europa, aggirando quei paesi extracomunitari non abbastanza affidabili (vedi l’Ucraina) i quali, già in altre occasioni, sono stati al centro di dure liti con Mosca (a causa di bollette non onorate e dell’indebita sottrazione di materia prima) che hanno rischiato di ripercuotersi sui bisogni dei cittadini europei.

Israele e la politica di ambiguità

Il programma nucleare israeliano è uno dei segreti più “pubblici” della politica internazionale contemporanea. Sono in molti a ritenere che Israele sia la sesta potenza nucleare su scala globale anche se è possibile affermarlo solamente in via non ufficiale.

Israele conduce una politica di ambiguità (o opacità) rispetto al suo programma nucleare, da una parte rifiutandosi di chiarire a che stadio di sviluppo sia, dall’altra evitando di rilasciare dichiarazioni ufficiali rispetto alle finalità e potenzialità dello stesso. “Israel will not be the first country to introduce nuclear weapons into the Middle East”, recita una celeberrima frase dell’ex-primo ministro israeliano Levi Eshkol, ottimo esempio della vaghezza dell’atteggiamento di Tel Aviv in merito al nucleare.

L'UE SOSTIENE LE MULTINAZIONALI CHE VIOLANO I DIRITTI NEI PAESI POVERI

Il giudice del Tribunale Supremo spagnolo, Perfecto Andrès Ibañez, ha presieduto il TPP, dove sono state denunciate, per violazione dei diritti sociali e ambientali, più di 40 multinazionali.


Diagonal: Che validità ha la sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli?

PERFECTO ANDRÉS IBÁÑEZ: Il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) raccoglie un’esperienza storica dei tribunali organizzati da Bertrand Russell, uno sul Vietnam ed un altro sull' America Latina, 40 anni fa. Quello che il Tribunale si prefigge è di farsi eco di situazioni di ingiustizia che si verificano in qualsiasi parte del mondo che non sono ben accolti in istituzioni ufficiali. Il TPP tratta le denuncie dei procedimenti simili al giudiziale ma non è ufficiale. Le denuncie acquistano visibilità perché si dà voce alle vittime e si fanno conoscere all’opinione pubblica. E’ un tribunale di coscienza.

Israele, tra laicità e religione

La questione della discriminazione del sistema educativo degli ultra ortodossi contro le ragazze mizrahi di Immanuel ha posto il governo e l'applicazione della legge davanti ad un test

La condanna di 74 coppie di genitori ashkenaziti ultra ortodossi della colonia di Immanuel, colpevoli di aver discriminato le compagne di scuola mizrahi (originarie dei paesi medio orientali) delle loro figlie, continua a scatenare polemiche. Ieri lo Stato ha decretato che 22 delle madri condannate saranno esentate dallo scontare le due settimane di carcere previste. La decisione è arrivata dopo la richiesta presentata dalle donne per poter badare ai figli mentre i padri si trovano in prigione da giovedì scorso.

23 giugno 2010

Convegno su terrorismo e medio oriente venerdì 25/6 a Roma

Master Enrico Mattei
in Vicino e Medio Oriente
Università degli Studi di Teramo

TERRORISMI E MEDIO ORIENTE:
VECCHIE E NUOVE INTERPRETAZIONI
Politologi, giornalisti, operatori giuridici di diverse “scuole” a confronto

SALUTI
Francesco Bonini
Direttore del Dipartimento di Storia, Università di Teramo

PROBLEMATICHE GENERALI: ANALISI E PRINCIPI

Augusto Sinagra
Avvocato internazionalista, professore ordinario Università La Sapienza
Terrorismo e Resistenza nel Diritto Internazionale

Giovanni Fasanella
Panorama, giornalista e saggista
Il terzo giocatore: il ruolo di Francia e Inghilterra


Il CASO ITALIA: UNA REVISIONE NECESSARIA?

Eric Salerno
Giornalista e saggista
L'Italia a sovranità limitata:il caso Israele

Claudio Moffa
Università di Teramo
Il caso Mattei e la centralità della questione arabo-israeliana

Giuseppe De Lutiis
Sociologo, esperto di terrorismo
Il caso Hyperion nel quadro internazionale

Rosario Priore
Giudice, inchiesta Aldo Moro
Il caso Moro, il cervello parigino, le connessioni mediorientali


L'11 SETTEMBRE E AL QAEDA: FATTI E MISTERI
DELL'EVENTO CHE HA CAMBIATO LA STORIA DEL MONDO
 
Maurizio Blondet
Giornalista, saggista
L’11 settembre dieci anni dopo: i fatti certi e le contraddizioni delle inchieste
 
Andrea Margelletti
Presidente del CESI – Centro Studi Internazionali
Come Al Qaeda ha progettato ed eseguito l'attentato alle Torri Gemelle
 
 
TERRORISMO e SICUREZZA
 
Giuseppe Murano
Sociologo, esperto in Sicurezza
Tecniche e problematiche della questione “sicurezza”
 
Nino Marazzita
Avvocato e docente di Diritto
Sicurezza e libertà civili tra antinomia e compatibilità
 
Biblioteca del Senato "Giovanni Spadolini"
Sala degli Atti parlamentari
Piazza della Minerva 38 - Roma
 
Per prenotazioni (obbligatorie, indicando nome e cognome) mastermattei.unite@tiscali.it oppure 377-1520283 – 4 crediti per gli avvocati (Ord.TE)

L'attacco alla statunitense USS Liberty da parte degli Israeliani.

La USS Liberty era una nave spia della marina degli Stati Uniti , su questo concordano tutti; si trovava l'8 giugno del 1967, durante la Guerra dei sei giorni, in acque internazionali al largo della costa di ..... Gaza, faceva parte della Flotta di un paese amico di Israele, anzi "il più amico": gli USA. La sua missione era quella di registre le comunicazioni radio israeliane ed egiziane.
Identificata dalla marina israeliana, in un primo momento agì indisturbata in quanto gli USA oltre ad essere amici di Israele erano neutrali in quella guerra e la nave, lo ripeto, si trovava in acque internazionali (come la Mavi Marmara;  per il confronto tra i due attacchi vedi qui). Venne sorvolata più volte, almeno una decina di passaggi, dagli aerei israeliani ed identificata come nave amica: batteva bandiera a stelle e strisce!

Israele vs USS Liberty e Freedom Flotilla: stessa violenza, stessi obiettivi.

Di Harmony Grant Daws.
Grazie ad Internet, l’attaccio terrorrista israeliano contro la nave turca Mavi Marmara è stato visto da molti e, in parte, è sfuggito ai tentativi di censura.
Il suo precedente risale a 43 anni fa, l’8 giugno 1967 quando le forze aeree e della marina israeliana attaccarono una nave americana facendo ricordo a bombardamenti e torpedinieri.
Si trattava di USS Liberty, una nave statunitense, attaccata da Israele in acque internazionali; il Congresso non indagò mai sull’accaduto.
Tra gli aspetti in comune ai due attacchi, s’individua immediatamente che entrambe le operazioni furono eseguite in acque internazionali, il ricorso israeliano ad armi pesanti e violenza, processo di diffamazione sui passeggeri testimoni oculari e conduzione di indagini unilaterali e limitate.

Lo scontro etnico in Kirghizistan all’ombra del Grande Gioco del XXI secolo

Con la violenta esautorazione del governo Bakiev, a reggenza temporanea del Kirghizistan è stato nominato il governo ad interim di Roza Otunbayeva, immediatamente riconosciuto e sostenuto dalla dirigenza russa. Alcuni analisti hanno visto, dietro il crollo della precedente amministrazione kirghisa, la mano del Cremlino, particolarmente contrariata dal prolungamento del contratto stipulato da Biškek con Washington al fine di mantenere una base militare americana a Manas. Mosca considera il Kirghizistan come una sua “sfera di influenza”, non ammettendo quindi alcun tipo di ingerenza straniera sul territorio.

“Strategia della tensione” contro la Turchia

E’ in corso una guerra, “a bassa intensità” ma alquanto sanguinosa, che sembra non attirare più l’interesse dei grandi mass media occidentali: quella che flagella la zona di confine tra Turchia e Iraq, da una parte e dall’altra, con attentati terroristici e bombardamenti.
Nell’ultimo fine settimana, 12 militari turchi uccisi; lo stesso giorno dei fatti della Mavi Marmara un missile lanciato dai terroristi a Iskenderun aveva provocato 7 morti fra i marinai di quella base navale. Bombardamenti turchi sulle basi del PKK situate nel nord Iraq hanno causato decine di vittime.

Spagna, licenziare è un affare

La riforma del lavoro al vaglio del parlamento, il governo perde l’appoggio di un deputato socialista

Zapatero si accinge a passare alla camera dei Deputati per l’approvazione della sua riforma del lavoro, che la settimana scorsa aveva approvato per decreto e che ora, sottoposta alla ratifica parlamentare, in caso di approvazione si potrebbe trasformare in un progetto di legge. In caso contrario il testo decadrebbe e cesserebbe di essere in vigore. Ma il premier spagnolo si gioca molto di più perché ancora una volta arriva a una votazione in una situazione limite, nella quale si dovrà andare alla conta dei voti nella speranza dell’appoggio in extremis di qualche partito su una riforma che non è di secondaria importanza, per cui, in caso di mancata approvazione, il governo potrebbe incassare una sconfitta politica tale da mettere in gioco la sopravvivenza stesssa della legislatura.

Pomigliano. Sconfitta di Marchionne (1673 no su 4642)

I no al decreto Marchionne sono stati numerosissimi, assai di più di quanto fosse lecito aspettarsi da un evento svoltosi in un clima di pesante intimidazione con il ricatto della chiusura dello stabilimento fonte del lavoro e della vita di cinquemila lavoratori e delle loro famiglie. Accanto alla Fiat si erano e sono tuttora schierati i massimi calibri del governo e della politica italiana da Bersani a D'Alema a Sacconi e la Confindustria non ha mancato di coprire tutta l'operazione non solo con intenso traccheggio con i partiti e i maggiorenti della Oligarchia ma anche con i ripetuti insulti della signora Marcegaglia ai lavoratori. Qualcuno dei pennivendoli più servizievoli della Fiat si è spinto financo a tacciare gli operai come ladri. I no sono oltre un terzo dei votanti: 1673 su 4642.

22 giugno 2010

UN ALTRO MONDIALE PERSO PER GOLEADA

L’altra faccia del mondiale.
Il mondiale di calcio nasconde tutto quello che il capitalismo vuole: l’attacco sionista al convoglio con aiuti umanitari, le sanzioni all’Iran, le svalutazioni in America Latina, l'avanzando degli Usa nella destabilizzazione di tutto ciò che possono nel mondo, e certamente, la povertà mondiale, la disoccupazione in Europa; e gli europei mangiano spazzatura come si mostrava ieri nell’articolo di InSurGEnte.

Ma esistono persone che continuano a lottare per (almeno) mostrare al mondo le condizioni nelle quali sopravvive, mentre altri spendono enormi quantità di denaro in un Circo installato (oggi) in SudAfrica. Ma questo circo…. è solo una funzione.

L’avanzata dei paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) può cambiare il mondo?

Chems Eddine Chitour, Mondialisation.ca 23 aprile 2010
Chitour, l’autore del presente articolo, è il solito esponente intellettuale francese rimasto orfano dell’ormai appassita grandeur di Parigi. Sebbene utile come articolo d’informazione, esso medesimo, nella parte finale, fa da spia del retropensiero di questi presunti nemici della globalizzazione e dell’imperialismo.  Come ha mostrato Hillard, attaccando abusivamente alle vesti lise della grandeur français, l’etichetta di vittima del ‘Gran Complotto Mondiale’ stampata negli ambienti dell’estrema destra statunitense. L’americanizzazione, o meglio, la subordinazione pro-USA negli ambienti intellettuali europei, è oramai assai profonda. E forse fa parte del suo codice genetico. Tant’è che anche chi si dipinge da contestatore dell’ordine esistente, come appunto Chitour, in fondo rivela che un reale e radicale mutamento di questo stesso ordine gli incute paura. Da ciò, per esempio, l’auspicata possibilità che i paesi del Maghreb aderiscano all’iniziativa Euro-Med, sostenuta casualmente da Sarkozy. O l’enfasi sulle differenze sull’idea di democrazia presenti tra i BRIC, o il sottilmente desiderato ‘timore’ dell’autore che i BRIC si adeguino al Club occidentale, tradendo gli ideali No-Global, in verità sì propagandati da Lula, ma non di certo dagli altri componenti al BRIC. Oppure, non è impossibile riconoscere una riflessione, implicita e freudiana, sulla posizione della Francia nel mondo che si va formando, nella battuta fatta da Chitour sulla Russia quale ‘grande potenza per un giorno’ a Praga, durante la firma per lo START III. Raffronto dettato dalla smemoratezza che colpisce anche i francesi.

Alla vigilia della svolta

Aynak e Haji Gak sono due miniere: Aynak è la seconda miniera di rame più grande del mondo, mentre Haji Gak è una miniera di ferro. Entrambe si trovano nei dintorni di Kabul e sono state acquistate dalla China Metallurgical Group Corporation. Il gruppo metallurgico statale cinese vi avrebbe investito 3,5 miliardi di dollari US per farle entrare in regime di produzione nel 2011. Gli impianti estrattivi sono sorvegliati da 1500 poliziotti addestrati dai giapponesi, e saranno coadiuvati dalle forze ISAF e ‘Enduring Freedom’. Gli USA erano piombati sull’Afghanistan per creare un cuneo strategico puntato al cuore dell’Eurasia e per impiantare delle reti di pipelines con cui dissanguare le risorse del Turkestan ex-sovietico.
Oggi, più mestamente, il Pentagono e Obama si ritrovano a fare la guardia a un bidone tutt’altro che vuoto, ma di proprietà cinese.

Giornata mondiale del rifugiato: inalienabilità del diritto al ritorno dei profughi palestinesi

Damasco - Pal-Info. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, 'Ezzat al-Rishq, membro dell'Ufficio politico di Hamas, si è espresso in merito al 'diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi'.


"Si tratta del diritto di fare ritorno alle case da cui i profughi palestinesi furono scacciati nel 1948. È un diritto inalienabilenon cadrà mai in prescrizione e la resistenza proseguirà in nome di questo diritto. Qualunque accordo che mini la liceità del diritto al ritorno dei profughi palestinesi sarà inaccettabile. Il diritto al ritorno appartiene a tutte le generazioni di palestinesi: da chi fu violato direttamente nella propria sovranità - scacciato dalla propria abitazione e dalla terra natia - ai giovani palestinesi di oggi. Operazione resa possibile dal terrorismo sionista".

ANCORA POMIGLIANO

Alcuni hanno voluto assimilare, nel suo significato storico, la marcia dei 5000 a Pomigliano a quella di 30 anni fa dei 40.000 della Fiat a Torino. Con la differenza, considerata decisiva e indice di una “positiva” svolta storica, che allora marciarono i soli quadri, oggi questi ultimi assieme ad operai. Una specie di realizzazione, detto ironicamente, della previsione marxiana circa la formazione del lavoratore collettivo cooperativo od operaio combinato (“dall’ingegnere all’ultimo manovale”); non più però contro il capitale, ma a favore dell’ormai “eterna forma razionale” del produrre in società, tutti fieri in perfetta armonia nel desiderio di contribuire al profitto aziendale, coincidente nella testa di molti (troppi) con il vantaggio collettivo, d’insieme.

Compagno padrone

Breve storia del sodalizio tra la sinistra di stato e Marchionne


«Sin dall' avvento dell' era Marchionne la sinistra, persino quella cosiddetta alternativa, ha subìto il fascino dell' amministratore delegato della Fiat. Fausto Bertinotti ne tesseva le lodi. Lo collocava tra i «borghesi buoni» e non aveva paura di dichiarare apertamente: “Mi piace”».
(Corriere della Sera del 16 giugno 2010)

Tutto vero. Era solo qualche anno fa. In prima linea tra i fans di Marchionne c’era infatti proprio Bertinotti. Eravamo ai tempi del secondo governo Prodi, quando l’in-Fausto era Presidente della Camera e raccomandava ai suoi di pubblicare su Liberazione un discorso del “compagno padrone” della FIAT. Memorabile a tal proposito la sua intervista proprio a Liberazione del 30 luglio 2006, nella quale l’apologia di Marchionne come “borghese buono” era inscritta nella prospettiva della «alleanza con quel pezzo di borghesia che è disposta ad andare oltre il liberismo» (sic!)