12 luglio 2010

Duello sotto il Sole (24 ore) al fosforo bianco, ricordando Falluja.

1 - LETTERA DI NICOLA BORZI INVIATI AI COLLEGHI DEL SOLE 24 ORE

Rocca,
(cari colleghi che ci leggerete in copia),
Ti scrivo da collega a collega e non come rappresentante del Comitato di Redazione.
Ti scrivo per dirti che credevo di averle viste tutte, in quasi vent'anni di professione, ma mi sbagliavo.

Disturbo il tuo lavoro di "inviato multimediale" del nostro giornale con una email che ti giungerà totalmente inaspettata, visto che in questo primo mese di lavoro al "Sole 24 Ore" non abbiamo avuto modo di conoscerci personalmente. Devo dirtelo, per onestà: non ci tengo a conoscerti personalmente[***]. Ti leggo da molti anni ormai, prima sul "Foglio", poi sul tuo blog "Camillo", oggi sul mio stesso giornale e quel che leggo mi basta - e avanza, purtroppo -.
Credevo che gli anni potessero servire a un giornalista a mettere a frutto le proprie esperienze positive e anche negative, a imparare - in una parola - anche dai propri errori. Evidentemente mi sbagliavo.

Me l'hai dimostrato ieri con il tuo articolo "Il successore di Petraeus al CentCom sembra un eroe da film di Harrison Ford, anzi lo è", pubblicato sul sito del nostro giornale (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-08/mattis-petraeus-obama-213900.shtml?uuid=AY1qQG6B).

Hai scritto "L'uomo che per conto di Barack Obama guiderà il CentCom, ovvero il Comando centrale delle Forze armate americane a Tampa, in Florida, è James Mattis, il generale dei marines che dall'8 al 20 novembre 2004 sotto la guida di George W. Bush ha riconquistato la città irachena di Falluja al termine di una delle più violente battaglie militari degli ultimi anni... L'esperienza della "Operation Phantom Fury" a Falluja ha segnato la vita di Mattis. Nell'enclave saddamita è stato costretto a combattere una guerriglia che non aveva scrupoli, capace di far saltare in aria americani e iracheni, militari e civili, senza alcuna pietà".
Beh, hai dimenticato di ricordare che a Fallujah i Marines comandati da Mattis utilizzarono il fosforo bianco sulla città, stipata di insorti ma anche di civili. Non lo usarono "per illuminare" gli obiettivi militari nei combattimenti notturni, ma in un operazioni dal significativo nome "shake and bake", "scuoti e cuoci".

Rainews24 testimoniò con le immagini di un documentario famoso di Sigfrido Ranucci e Maurizio Torrealta. Documentario che tu contestasti pesantemente, dando ai colleghi che lo girarono e al loro direttore appellativi indicativi della tua visione del mondo e della professione:
"Sigfrido Ranucci è quel giornalista al servizio della più bolscevica televisione del mondo occidentale, diretta del postcomunista Roberto Morrione. Rainews24 purtroppo è vista da pochi italiani, viceversa il Cav. non avrebbe bisogno di fantomatici sondaggi americani per godersi il sorpasso su Prodi", scivesti nel post "Raibufale24" sul tuo blog il 15 marzo 2006 (http://www.camilloblog.it/archivio/2006/03/15/raibufale24/).

Quella inchiesta, compreso il materiale documentale di supporto, la si può trovare in rete ancora a questo indirizzo: http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/body.asp

Questa invece è la descrizione dell'utilizzo del fosforo bianco nella battaglia di Fallujah fatta dai militari Usa su una rivista di artiglieria da campo http://sill-www.army.mil/famag/2005/MAR_APR_2005/PAGE24-30.pdf

All'epoca il "New York Times", un giornale liberal (parola e categoria che, lo so bene, tu non ami) scrisse "United States should stop using white phosphorus" (http://www.nytimes.com/2005/11/29/opinion/29tue1.html?_r=1&hp). Tu sul tuo blog dicesti che si trattava di "un serio ed equilibrato editoriale del Times sulla questione fosforo bianco a Falluja. Non dice che tutta l'impostazione di Rainews non stava in piedi, ma riconosce che si tratta di un'arma legale che sarebbe molto meglio che gli Stati Uniti non usassero".

Ieri sul nostro giornale tu hai scritto che "una delle ormai leggedarie regole di ingaggio" date da Mattis ai suoi Marines in Iraq era «Sono venuto in pace. Non ho portato l'artigliera. Ma, con le lacrime agli occhi, vi giuro che se provate a fottermi vi ucciderò tutti».

Vorrei sperare che tu abbia avuto presente, quando hai riportato queste dichiarazioni - che mi paiono degne di un dialogo tra cowboy sbronzi in un saloon di Abilene più che di un Capo di Stato maggiore della prima potenza mondiale -, che quel "vi ucciderò tutti" è probabilmente - anzi, sicuramente - costato qualche migliaio di vite umane.

Molte vite erano di vecchi, donne e bambini inermi di Fallujah, non di insorti o di terroristi. Vittime civili che si sono aggiunte alle altre decine e decine di migliaia (tra 95 e oltre 105mila, http://www.iraqbodycount.org/) di una guerra costruita sulle menzogne, di una guerra assurda e inutile. I loro corpi sono stati ridotti dal fosforo bianco come quelli "scossi e cotti" che appaiono sulle pagine web del sito dell'inchiesta di Ranucci e Torrealta.

Purtroppo credo che a te, alla tua idea "embedded" di giornalismo, alla tua visione militante e assolutamente "partisan" della professione, di quelle donne e bambini non freghi assolutamente nulla. Non a caso la tua strenua difesa delle guerre della premiata ditta Bush, Cheney & Rumsfeld in Iraq e Afghanistan prosegue ancora - purtroppo anche sul mio giornale (perché è anche, in microscopica parte, il mio) -. Con altri mezzi. Ma con gli stessi toni che usavi nel 2004 e nel 2006.

La libertà di questo nostro giornale, Rocca, ti consente di scrivere pure quello che vuoi. Come rappresentante sindacale mi batterò sempre e comunque perché la tua libertà professionale e i tuoi diritti siano inattaccabili.

Da collega a collega, però, mi prendo la stessa libertà che è garantita a te (anche, per quello che ci compete, dal CdR di cui faccio parte) per dirti quello che penso dei tuoi articoli: "Not in my name". Il tuo giornalismo non sarà mai il mio.
Nicola Borzi

2 – L’ARTICOLO DI CHRISTIAN ROCCA: IL SUCCESSORE DI PETRAEUS AL CENTCOM SEMBRA UN EROE DA FILM DI HARRISON FORD, ANZI LO È

Sole 24 Ore

L’uomo che per conto di Barack Obama guiderà il CentCom, ovvero il Comando centrale delle Forze armate americane a Tampa, in Florida, è James Mattis, il generale dei marines che nel 2004 sotto la guida di George W. Bush ha riconquistato la città irachena di Falluja al termine di una delle più violente battaglie militari degli ultimi anni. La nomina è stata annunciata dal Segretario della Difesa, Robert Gates. Mattis, 59 anni, prende il posto di David Petraeus, chiamato dal presidente Obama a risolvere, sul campo, la delicata campagna afghana. Mattis è un alleato del suo predecessore, tanto da aver contribuito all’elaborazione del manuale anti guerriglia adottato nel 2007 dall’esercito americano.

Il neo capo del Cent Com sembra un eroe di un film di guerra hollywoodiano: duro, deciso, cattivo. A breve sarà interpretato al cinema da Harrison Ford, in un kolossal già atteso dai critici come il nuovo Platoon. Il film, prodotto dalla Universal Picture, si intitolerà “No true Glory: The Battle for Falluja” ed è tratto da uno dei libri di guerra più belli degli ultimi anni, quello scritto da Bing West, l’ex vicesegretario alla Difesa dell’Amminitrazione Reagan che nel 2004 ha raccontato dalla prima linea la battaglia per la conquista di Falluja guidata da Mattis. Non è la prima volta che il generale dei marines appare su uno schermo. Qualche anno fa, il suo personaggio era uno dei protagonisti della straordinaria e iper realistica serie televisiva della Hbo ambientata in Iraq, “Generation Kill”.

L’esperienza della “Operation Phantom Fury” a Falluja ha segnato la vita di Mattis. Nell’enclave saddamita è stato costretto a combattere una guerriglia che non aveva scrupoli, capace di far saltare in aria americani e iracheni, militari e civili, senza alcuna pietà. La strategia adottata nella provincia di Anbar – uso della forza, capacità di adattarsi al nemico e volontà di trasformarlo in alleato – è stata la chiave del successo nella zona irachena più fedele al dittatore.

Mattis è noto per il suo linguaggio diretto. Non è uno che le manda a dire. Nel 2005, di ritorno dall’Afghanistan, raccontò a una platea di San Diego di provare piacere intellettuale nello sparare «alla gente che per cinque anni è andata in giro a schiaffeggiare le donne soltanto perché non portavano il velo». Mattis aggiunse che questi fondamentalisti in realtà non appartenevano al genere umano, «per cui sparargli è davvero molto divertente».

Il generale però è solito anche dare consigli più moderati ai suoi uomini: «Se mostrate rabbia o disgusto verso i civili, sappiate che state concedendo una vittoria ad al Qaeda e agli altri ribelli». Oppure, al contrario: «Ogni volta che salutate un civile iracheno, al Qaeda si rivolterà nella propria tomba». L’ordine ai suoi marines è comunque quello di seguire sempre il motto che ha fatto la fortuna del corpo: «Dimostrate al mondo che non ci sono migliori amici né peggiori nemici dei marines».

Quindi la regola è «siate educati, professionali, ma mettete anche in conto di uccidere chiunque incontrate». Un’altra delle sue ormai leggendarie regole di ingaggio è questa: «Sono venuto in pace. Non ho portato l’artigliera. Ma, con le lacrime agli occhi, vi giuro che se provate a fottermi vi ucciderò tutti».

*** il grassetto nel testo è mio.
Le foto dei crimini statunitensi a Falluja sono reperibili sul sito di RaiNews e su Dagospia e sono particolarmente cruente (soprattutto quelle su Dagospia, immediatamente visibili); come ricordato da Nicola Borzi l'operazione era stata chiamata "scuoti e cuoci".... potete immaginare che cosa si sia "cotto" col fosforo bianco.


Fonte: http://www.dagospia.com/

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