10 luglio 2010

NTV...Non Ti Vogliamo!

di G.P.
Strano paese l’Italia, luogo in cui gli spreconi, i fannulloni, i furbi, gli iettatori, i profittatori, i ladri ed i ruffiani stanno sempre dall’altra parte della linea gotica. Italians, appunto, sono sempre gli “altri” (nel senso del malcostume e di un certa decadenza della “razza”), citando il titolo di un libro di Cossiga del 2007. E così si va avanti a campagne mediatiche ed incazzature generali, con gli imprenditori che se la prendono con i politici, i politici che scaricano la responsabilità su chi li ha preceduti e sul clima di crisi internazionale e il resto del popolo che, confuso dal fiume di parole delle prime due categorie, è costretto ad attribuire la propria sfortuna ad un destino cinico e baro. Ma il fato qui c’entra come i cavoli a merenda. Si fa un gran dire della necessità di dare una sterzata alla situazione, di ricominciare a raddrizzare il piano inclinato sul quale il paese sta scivolando giù verso il baratro ma l’unico risultato concreto finora raggiunto è stato l’affastellamento confuso di grandi principi e di promesse che non impediscono all’aria di ristagnare.
Oggi vanno di moda le critiche alla Casta che vieta alla società di imboccare la via del merito, della capacità e delle sinergie di sistema. Ma il potere “tribale” dei gruppi asserragliati negli apparati pubblici è solo una precipitazione, in senso chimico, di una lotta di basso profilo tra strati e segmenti di comando (politici, industriali, finanziari e sindacali) che percepiscono il pubblico come una grande mammella da mungere e da prosciugare. Facciamo qualche esempio. Uno degli imprenditori che più si lamenta dell’andamento generale è Luca Cordero di Montezemolo, corteggiato, in questi ultimi tempi, da tutto un codazzo di leaders politici di sinistra, ma anche di destra, che vorrebbero portarlo al governo. Si pensa, dunque, che costui sia pronto a scendere in politica e che per tale motivo stia cavalcando, come un Cavaliere senza macchia e senza peccato, i temi sui quali l’opinione pubblica risulta più sensibile (crisi, occupazione, meritocrazia ecc. ecc.). Si scopre, tra l’altro, che il libro La Casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo ha avuto una tale risonanza editoriale perché faceva comodo a Montezemolo e ai suoi bollenti spiriti politici. Questo soggetto ha una bella faccia di bronzo. Da capo della Confindustria non ha fatto altro che rafforzare il suo esclusivo potere padronale per ottenere dallo Stato ciò che non era in grado di guadagnarsi sul mercato. Non ha invertito la tendenza burocratica dell’organismo da lui guidato per quattro anni ed ora vorrebbe farci credere di essere in grado di sbranare la nomenklatura statale. Infine, ha generato copioso malcontento tra i piccoli e medi imprenditori dell’associazione perennemente esclusi dai processi decisionali. Tutto ciò non lo affermo io ma un omologo di Montezemolo come Riello il quale ha dichiarato che esiste “…una cerchia che tiene in mano l’associazione pur senza aver mai dimostrato d’essere in maggioranza né tantomeno fatto un conteggio credibile del reale numero degli iscritti”.
Il bolognese targato Fiat con una iattanza ingiustificata critica e pontifica, pontifica e critica dimentico dei guasti causati ogni volta che ha assunto la responsabilità di qualcosa. Come quando ebbe l’incarico di Direttore Generale del comitato organizzatore dei mondiali del ’90 in Italia. Su Dagospia trovo questa definizione per la gestione dei suoi investimenti in quella stagione: "un immondezzaio di sprechi e inefficienza… Incredibile ammanco di soldi fatti pagare ai contribuenti italiani, ignari dei conti fatti da Luca. È lunga la lista delle opere inutili, volute da Luca e finanziate con denaro pubblico: stazioni ferroviarie, terminali di aeroporti abbandonati, stadi mal costruiti, alberghi finanziati e mai completati, sale stampa demolite dopo una sola partita”. Mica male per uno che si presenta come paladino indiscusso di una nuova fase del saper fare.
Ora, veniamo pure a conoscenza del fatto che l’uomo che ha gonfiato gli zebedei all’universo patrio predicando meritocrazia, competitività e spirito di sistema ottiene appalti senza gare dallo Stato. E’ il caso della NTV (nuovo trasporti viaggiatori) impresa dell’ex pupillo di Agnelli, con socio Della Valle, che si è lanciata nel business dell’alta velocità. Nel 2008 fu il governo Prodi (Ministro dei trasporti il comunista Bianchi), ormai agli sgoccioli, a fargli questa elargizione danneggiando altri potenziali aspiranti. Bel modo di fare sistema. E per continuare su questo andazzo orientato alla sottrazione di denaro ai contribuiti Montezemolo ha pensato giustamente di farsi pagare la formazione dei lavoratori della NTV dalla Provincia di Roma, complice il presidente piddino Zingaretti il quale senza decenza ha dichiarato “Lo sforzo che facciamo da anni è di avvicinare i luoghi della formazione con il mercato del lavoro. Per questo ci è sembrata di straordinaria importanza una apertura di questo rapporto con Ntv che con spirito pionieristico e coraggioso si avventura sulla nuova opportunità della competizione nella rete ferroviaria. È un grande gruppo imprenditoriale che vuole accettare la sfida di un Paese più moderno”. Come no! 15 mln di euro ad un pioniere ingrato che quando mette le mani nella borsa collettiva si dimentica di chiedere il permesso e di ringraziare dopo aver ripulito tutto, sostenendo anzi che lui dallo Stato non ha mai preso il becco di un quattrino.
Questo "cavalier scortese" vorrebbe prendere il timone della nazione ma, secondo noi, è meglio restare “nave senza nocchiere in gran tempesta” piuttosto che affidarsi a tali pirati travestiti da  navigatori trasognanti, lupi senz’altro ma certo non di mare.


Fonte: http://conflittiestrategie.splinder.com

Nessun commento:

Posta un commento