8 giugno 2010

I portuali boicottano le navi israeliane

I portuali svedesi hanno annunciato una campagna di boicottaggio delle navi e merci israeliani in arrivo nei porti della Svezia come risposta al blitz delle truppe di Israele contro la nave turca della Freedom flotilla lunedì scorso. Il blocco durerà una settimana, dal 15 al 24 giugno. Il sindacato dei portuali svedesi conta intorno ai millecinquecento aderenti e appoggia le operazioni umanitaria del Free Gaza Movement. Il boicottaggio è stato spiegato con «l'attacco criminale senza precedenti contro un convoglio di navi pacifico» (nella foto Ap, una dimostrazione di protesta contro l'attacco israeliano a Stoccolma). La campagna per il boicottaggio dello Stato di Israele si sta intensificando in molti paesi e all'interno di molti paese. Specialmente nei paesi scandinavi. In Norvegia un fondo pensioni vi ha aderito di recente.


Proteste contro la politica d'occupazione israeliana rispetto ai palestinesi sono avvenute ieri anche a Sydney e in altre città australiane. A Sydeny molti dei partecipanti alla manifestazione erano oriundi della numerosa colonia turca e libanese della città. E' stata bruciata una bandiera israeliana. Lo stesso è accaduto in diverse città della Nuova Zelanda. Anche lì sono state bruciate bandiere di Israele e degli Stati uniti e sono state lanciate scarpe contro le rappresentanze diplomatiche dei due paesi: un gesto che è divenuto un simbolo dopo il lancio contro il presidente Bush nel 2008 da parte di un giornalista iracheno. Alcune centinaia di dimostranti a Auckland hanno chiesto a gran voce l'espulsione dell'ambasciatore israeliano. Dimostrazioni analoghe sono avvenute a Wellington e Christchurch.

Fonte: http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100606/pagina/09/pezzo/279886/

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